Lecco, 31 marzo 2020 –  L’emergenza che sta affrontando il nostro Paese in questo periodo coinvolge il sistema sanitario nazionale in prima linea, ma gli effetti di questo periodo si abbattono inevitabilmente anche sul sistema produttivo, con gravi conseguenza per il mondo delle imprese e per gli stessi lavoratori.
 
Per cercare di capire come affrontare le sfide di questo tempo, guardando alle difficoltà del presente ma anche alle sfide del domani, Api Lecco ha inviato nella giornata di ieri a Roma alcuni suggerimenti per rimettere in moto il sistema industriale. Sono tre le parole da mettere al centro secondo Api Lecco:  liquidità immediata, abbassamento dei costi e nuove linee produttive.
 
Qui di seguito una sintesi del punti toccati da Api nel testo inviato a Roma:
 
Congelamento dei pagamenti tra le parti: proroga dei termini di pagamento fra tutti i soggetti economici di 60-90 giorni. Così da congelare la situazione, facendo fronte comune alle difficoltà a prescindere dal potere contrattuale.
 
Garantire il futuro pagamento tramite le agenzie governative: Sace, Simest, Mediocredito Centrale e Cassa Depositi e Presiti assumano il ruolo di sostenitori, ma anche garanti del pagamento.
 
Incentivare la riconversione delle linee produttive: creare le condizioni ideali per tornare a produrre in Italia articoli che fino a prima dell’emergenza erano stati dismessi perché economicamente poco vantaggiosi, come ad esempio le mascherine o il gel disinfettante.
 
Ripristino di una tipicità e sostenibilità di alcune produzioni: guardare oltre il periodo emergenziale creando nuove produzioni che porterebbero così vantaggi a breve e lungo termine in ambito occupazionale.
 
Abbattere i costi di produzione: in particolare quelli relativi al personale, che, solo per determinate linee produttive, potrebbe beneficiare di particolari sgravi fiscali e contributivi che non incidano sul costo del prodotto stesso.