Lecco, 25 marzo 2020 – Nella serata di ieri, martedì 24 marzo, il premier Giuseppe Conte è entrato nuovamente nelle case degli italiani con una conferenza stampa trasmessa dalle televisioni nazionali. Cosa ci ha detto nel suo messaggio? Innanzi tutto che il Consiglio dei Ministri si è riunito ed ha varato un decreto che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le misure di contenimento del contagio e poi che, ancora una volta, le notizie trapelate in merito al prolungamento di tali disposizioni sono false. Ma andiamo per ordine.

MULTE SALATISSIME PER CHI NON RISPETTA IL CONTENIMENTO

Il decreto prevede multe da 400 a 3mila euro per chi non rispetta i divieti di circolazione e le regole di contenimento. Stabilisce inoltre che “viene punito col carcere da 1 a 5 anni chi è in quarantena perché positivo al Coronavirus ed esce intenzionalmente di casa violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione”. Lo scopo è quello di costringere i cittadini a rimanere in casa il più possibile, cercando anchedi evitare così facendo il continuo battibecco tra governo e regioni.

E’ inoltre previsto lo stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e la possibilità per i presidenti di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori con i maggiori contagi,  purché convalidate entro 7 giorni con decreto del presidente del consiglio dei ministri.

“Per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario – si legge nel decreto – i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza”. Quindi anche norme di tipo sanitario, come le misure di prevenzione.

31 LUGLIO: DATA FISSATA PER STATO DI EMERGENZA, NON PER MISURE RESTRITTIVE

Nella conferenza stampa che ha seguito l’intervento di Conte, il premier stesso ha voluto chiarire l’ennesimo misunderstanding creatosi a seguito della diffusione di notizie non corrette.  “Lo stato di emergenza per sei mesi – ha spiegato Conte – non vuol dire restrizioni fino al 31 luglio. Siamo pronti ad allentare le misure in ogni momento, speriamo prestissimo”.

Quello che si era diffuso nei giorni scorsi era infatti un documento dal quale trapelava che le misure restrittive potessero protrarsi fino al 31 luglio. Il premier ha voluto specificare che il 31 luglio è il “limite teorico” fissato per definire il lasso di tempo cosiderato come “stato di emergenza” (termine fissato dalla delibera assunta dal Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020), ma che le disposzioni verranno allentate non appena possibile, in base dunque all’andamento epidemiologico del virus.

Alla domanda se a Pasqua saremo ancora bloccati a casa il premier ha risposto: “Sulla Pasqua non mi faccia far previsioni. Ci atteniamo all’andamento epidemiologico, ragionevolmente non è una soluzione dei prossimi giorni, ma confidiamo che non lo sia neppure dei prossimi mesi”.

NESSUNO STOP PER GLI IMPIANTI DI BENZINA

Infine qualche parola anche sugli scioperi ventilati in questi giorni; quello dei benzinai per esempio. “Invito tutti a soprassedere sull’annunciato progressivo stop agli impianti di benzina perché è un servizio essenziale – ha detto il premier -. “Troveremo una soluzione con la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, ma non possiamo consentire che si arrivi a un’interruzione di questo pubblico servizio.

La competenza delle decisioni spetta al governo. Questo è il momento del confronto, ma la porta per i sindacati è sempre aperta – ha conluso Conte – Stiamo facendo degli aggiustamenti proprio con i sindacati che non sono rimasti soddisfatti della lista delle attività produttive che continuano a lavorare”.

Alla prossima diretta.