Lecco il 18 marzo 2020 – Non ci sono solamente Poliziotti e Carabinieri in campo per il controllo del rispetto delle misure anti Coronavirus. C’è anche la Guardia di Finanza. Grazie ai servizi interforze disposti dal Prefetto Michele Formiglio e alle ordinanze del Questore Filippo Guglielmino, tutte le Forze dell’Ordine in campo in queste settimane, svolgono servizi integrati che servono a controllare il territorio ma anche a far sì che la “stretta” sulle misure da adottare per arginare il contagio, sia effettiva.

IL CONTROLLO DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI

Ogni giorno le Fiamme Gialle del Gruppo della GdF di Lecco, guidata dal comandante Domenico Peluso e coordinata dal comandante provinciale della Guardia di Finanza Paolo Cussotto, controllano mediamente, su tutta la circoscrizione lecchese, circa sessanta negozi al giorno. Centinaia dall’inizio della crisi sanitaria. Controlli che, finora, sono stati di sprone a seguire il decreto, più che repressivi. Tanto che ci sono state solamente due denunce ex articolo 650 del codice penale per spostamenti dal proprio domicilio immotivati, e una sola denuncia per esercizio contro la legge di un’attività di palestra, ma nei primissimi giorni di applicazione del primo decreto governativo.

Altri controlli nei negozi della città e in provincia

L’ATTIVITA’ CONTINUA ANCHE NEI CONFRONTI DELLA CLIENTELA

Un posto di controllo della Guardia di Finanza a Maggianico

Gli operatori della Finanza non controllano però solamente gli esercenti affinché rispettino le normative (quando erano aperti i bar e ristoranti controllavano orari di chiusura e distanza tra i tavoli, per esempio), su aperture e chiusure, ma anche i clienti: anche i finanzieri controllano i motivi per i quali uno esce di casa. La spesa deve essere fatta per motivi di necessità, ovvero per alimentarsi e alimentare il proprio nucleo famigliare, o per altre esigenze legate alla normale vita quotidiana. Ma uscire, per esempio, per comprarsi una sola bottiglia di vino, potrebbe essere non giustificabile. Naturalmente lo scopo è informare e non reprimere e anche contro chi esce con motivazioni un po’ labili o leggere, al limite della norma, il più delle volte non viene usato il pugno di ferro ma il buon senso. Eppure l’invito è sempre quello: stiamo tutti a casa. A meno che non si vada al lavoro, non ci siano esigenze di salute o si abbiano vere e comprovate esigenze di altro tipo. Anche la Guardia di Finanza è in pattuglia per aiutarci a sconfiggere il virus.