Perledo il 7 marzo 2020 – Purtroppo i tamponi hanno dato esito positivo: alla dipendente, una operatrice socio sanitaria, trovata positiva al Covid 19 e già ricoverata insieme a un’altra collega, anch’essa risultata poi positiva, si sono uniti altri cinque dipendenti e cinque pazienti della Rsa di Regoledo di Perledo gestita dall’istituto Sacra Famiglia di Milano.

UN VERO E PROPRIO TSUNAMI SANITARIO

Un vero e proprio cataclisma per la struttura già duramente provata, all’indomani delle due prime positività, da dodici “quarantene volontarie” di dipendenti che hanno rallentato l’attività. Ora le altre dieci positività hanno portato all’isolamento in casa propria dei cinque dipendenti e all’isolamento in struttura dei cinque anziani. Per fortuna, a oggi, nessuno ha richiesto il trasporto in ospedale il che fa presumere la lievità dei sintomi riscontrati sia dai lavoratori che dagli utenti della Rsa coinvolti. Ma di sicuro è la peggior notizia della settimana per Perledo e la nostra provincia. Un balzo in avanti di certo non auspicabile anche perché ora ognuno di questi contagiati dovrà chiedere a tutti i propri contatti più stretti di mettersi in quarantena preventiva. Una spirale di isolamenti e di sacrifici inevitabile ma molto pesante. Tra l’altro la preoccupazione è per gli anziani ricoverati, sia positivi che non al contagio: sono i più a rischio, per cui la struttura, in carenza di personale, ha già annunciato di voler fare il massimo sforzo per proteggere tutti. Ma quella Rsa rischia davvero di registrare nuovi casi. La Sacra Famiglia ha annunciato nuove assunzioni e spostamenti ma bisogna mettersi anche nei panni di chi vorrà andare a lavorare in quella struttura. Una situazione non facile e che necessita dell’aiuto di tutti: istituzioni civili, sanitarie e anche qualche medico o infermiere privato che si metta a disposizione con grande spirito di sacrificio. Terremo monitorata la situazione.