Lecco, 6 marzo. In tempi di Coronavirus, di angoscia e di situazioni in cui è più facile pensare prima a se stessi che agli altri, emergono alcuni episodi di altruismo anche nel nostro territorio.

A parlarcene è Fabio Fedeli, presidente OPI che, durante la nostra trasmissione Il Cappello sulla Notizia, ci ha raccontato del bel gesto di una signora che ha portato biscotti, caramelle e altri generi di conforto lasciandoli al Pronto Soccorso con un biglietto anonimo e quello di una persona che ha offerto le pizze a chi ieri sera era impegnato in prima linea nel reparto di Terapia Intensiva.

Ecco il post su Facebook di una infermiera di Sala Operatoria dell’Ospedale Manzoni di Lecco. Tutta l’impegno e la stanchezza di chi in questi giorni si fa in quattro, ma che in quattro, in dieci, perchè svolge con amore e dedizione il proprio lavoro a servizio degli altri.

Sono passati dieci giorni o due anni, non capisco, non ricordo.
Mi guardo allo specchio e mi vedo stanca ed invecchiata.
Ognuno di noi lavora per due o per tre.
Giochiamo fuori casa, posti nuovi o quasi, colleghi nuovi o quasi.
Pochi riposi, non ci sono ferie o permessi, non ci sono figli o compagni.
Dormo male, ho bisogno di aria e son sempre rinchiusa.
Dall’inizio settimana è la prima volta che riusciamo a buttar giù qualcosa nello stomaco per cena.
Ci facciamo portare le pizze, arriva il ragazzo ed esco a prenderle.
Ho tolto la cuffia e la mascherina, ho i capelli in aria e puzzo di disinfettante.
Il ragazzo dalle pizze mi dice
-i soldi non servono, mettili pure via, una signora che aspettava le pizze ha sentito che dovevamo consegnare alla Rianimazione e ha voluto pagare lei. Ha detto di ringraziarvi tanto e vi augura buon lavoro-
Ecco una infermiera di Sala Operatoria, ex Neurorianimazione, passata dall’oggi al domani in Corona-Ria, dopo una giornata di merda, spettinata e che puzza di disinfettante, che si commuove con sette pizze in mano davanti a un ragazzo della pizzeria Rida.
Buonanotte combattenti

#natainsalita
#fuckcoronavirus @ Ospedale di Lecco A. Manzoni