Lecco, 4 marzo. Come previsto il Coronavirus sta facendo male all’economia del nostro territorio. Le PMI lecchesi riscontrano un calo dell’attività di impresa del 75,8%. E’ il risultato emerso da un sondaggio svolto dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia tra giovedì 27 febbraio e domenica 1° marzo rivolto alle micro e piccole imprese fino a 50 addetti e imprese artigiane (MPI) della Lombardia. Il segnale in tutta la regione è univoco e mette in evidenza un’ampia diffusione di pesanti segnali recessivi. I dati medi ottenuti sono il risultato di ponderazione per territorio e macrosettore. Le MPI sono distribuite nella manifattura, costruzioni e servizi, escluso commercio e alberghi. Il 51,8% delle MPI lecchesi rileva già nei giorni dell’intervista segnali concreti di riduzione dell’attività di impresa mentre un ulteriore 24% prevede di registrarli nelle prossime settimane.

I timori più diffusi riguardano un ampio calo del fatturato: le imprese intervistate indicano che nell’ipotesi che la situazione attuale si prolunghi, il fatturato mensile dell’azienda calerebbe del 24,8%. Il più colpito è il settore alimentare (23%), seguito dai servizi (21,4%), dal manifatturiero (19,7%) e dalle costruzioni (13,7%).

“Siamo in emergenza, questo è chiaro,  e i primi sforzi messi in campo da Governo e Regione sono importanti, ma rischiano di essere insufficienti – commenta Daniele Riva, presidente Confartigianato Imprese Lecco – Crediamo sia importante guardare oltre, per iniziare a fare una previsione sui danni economici e provare a mettere in campo tutte le misure utili a contenerli e a rilanciare la competitività e l’immagine del Paese. Con questo sondaggio Confartigianato Lombardia ha voluto scattare una prima fotografia dell’impatto che l’emergenza Coronavirus sta avendo sulle nostre imprese: come temevamo, questi primi giorni stanno lasciando un forte segno sull’attività quotidiana, destinato a ripercuotersi sul fatturato mensile e, a catena, sui bilanci delle imprese. Insieme a Confartigianato nazionale, siamo in contatto costante con le istituzioni per garantire alle imprese tutti gli strumenti necessari per un ritorno ad una ‘nuova’ normalità il più rapidamente possibile: dalle misure urgenti a sostegno delle esigenze di liquidità, alle misure di sospensione degli adempimenti tributari, previdenziali e di altri pagamenti, fino agli interventi di più lungo di più lungo respiro, quali lo sblocco dei cantieri, per riportare il lavoro e l’economia della nostra Regione su un percorso di crescita e sviluppo, in particolare se l’emergenza dovesse protrarsi a lungo.”

Sul lato delle vendite il 56,5% delle imprese segnala riduzione delle vendite, il 20,3% cancellazione degli ordini, il 23,2% la mancata/ritardata consegna merce al cliente, il 33,6% cancellazione di fiere/eventi/iniziative e il 13,9% la cancellazione di incontri di business.

Sul lato dei fattori produttivi il 34,6% delle MPI lecchesi intervistate segnala mancata/ritardata fornitura di materie prime, il 17,3% riduzioni orario lavoro, il 16,8% registra ulteriori complessità di natura sanitaria legate autorizzazioni, permessi, ecc. rilasciati dalle Pubbliche amministrazione, il 13,2% assenza di dipendenti e il 15,6% rileva disagi nella gestione delle trasferte del personale. Ancora basso l’uso (2,4% dei casi) di telelavoro/smart working/lavoro agile.

“Anche alla luce di questi dati – aggiunge Vittorio Tonini, segretario generale Confartigianato Imprese Lecco – Confartigianato Lombardia ha  predisposto un documento comune tra le confederazioni provinciali  illustrato durante la riunione di ieri con Regione. Oggi questo stesso documento sarà presentato dai rappresentanti del Pirellone al  Tavolo convocato dal Governo anche con le Parti social. In esso sono contenute le nostre osservazioni sul DL n. 9  del 2.3.2020  per i temi di nostro interesse e le proposte, oltre l’emergenza, sulle misure a sostegno delle imprese”.