Lecco, 3 marzo 2020. Tra il coronavirus e il nostro sistema economico e sociale è in atto una partita complicatissima dai risvolti incerti. Dopo il caso del dipendente delle Poste di via Dante trovato positivo al tampone per Covid-19, le misure di sicurezza per arginare il contagio si fanno ancora più serrate. Per discutere di questa situazione e delle conseguenze per il nostro territorio, nella mattinata di ieri i segretari generali territoriali di Cgil (Diego Riva), Cisl (Rita Pavan) e Uil (Salvatore Monteduro) hanno incontrato il prefetto di Lecco, Michele Formiglio.

“C’è la necessità di costruire momenti di confronto, in Prefettura, insieme alle associazioni imprenditoriali e all’Ats, perché scambiando le idee si può affrontare meglio la situazione. Riteniamo opportuni questi incontri perché ci permettono di affrontare nel migliore dei modi questo momento difficile. Oggi infatti possiamo contare sull’aiuto degli Rls, Rspp e medico competente, che potrebbero favorire la gestione in questo periodo nella maniera più sicura. Sia nelle strutture pubbliche che in quelle private” – spiegano i tre segretari generali  – “Abbiamo già scritto alle associazioni datoriali invitandole a tenere conto del fatto che in questi giorni, con le scuole chiuse, ci sia maggiore elasticità per permettere ai genitori di gestire i propri figli. Le soluzioni ci sono e riguardano alcune iniziative, per esempio lo smart working e non solo.

“C’è necessità di un confronto, e quindi di un tavolo, con Ats e associazioni datoriali, per discutere sempre in maniera più articolata sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ma anche sul rilancio e mantenimento economico del territorio. Non c’è dubbio che la situazione della Posta centrale di Lecco, con il lavoratore trovato positivo al
Coronavirus, sarà oggetto di molta attenzione da parte delle istituzioni. Solo se c’è attenzione su tutti i fronti si può pensare di migliorare la tutela della salute pubblica”.

Durante l’incontro in Prefettura, il Prefetto si è reso disponibile a confrontarsi e a verificare la possibilità di aprire un tavolo con Ats e imprenditori. “Tutto ciò è fondamentale perché si riesca ad affrontare l’emergenza, non solamente sulle ricadute sanitarie, ma anche economiche e sociali – proseguono i tre rappresentanti delle sigle sindacali – Nelle prossime giornate valuteremo insieme ulteriori iniziative per tutelare al meglio le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate, i pensionati e in generale tutta la cittadinanza”.

“Ricordiamo inoltre che le nostre sedi sono aperte, tenendo sempre presente le disposizioni e le limitazioni del ministero della Salute. Come sempre siamo in prima linea per dare una mano a gestire l’emergenza Coronavirus. Le nostre Camere del lavoro sono ovviamente a disposizione sia nella gestione dei rapporti con lavoratrici e lavoratori, sia per ulteriori canali di informazione con cittadine e cittadini”.