Lecco, 19 febbraio 2020. È stata sospesa la decisione del 27 gennaio sui lavoratori della Nostra Famiglia, con il Consiglio di Amministrazione che ha deciso di sospendere la modifica unilaterale del contratto nazionale per tutto il personale in forza al 31 gennaio 2020.

Con una nota, Fp Ggil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno segnalato nella giornata ieri che “le buste paga che verranno emesse il 10 marzo, paganti febbraio, manterranno l’applicazione del Contratto Nazionale Aiop – Aris Sanità Privata”, come da richieste.

L’Associazione La Nostra Famiglia comunicherà la decisione con un’unica nota generale ed ufficiale a tutto il personale, stabilendo di procedere con ulteriori incontri a partire da marzo. Alla luce del nuovo percorso concordato, sono state dunque sospese -almeno momentaneamente- tutte le iniziative di mobilitazione in atto.

Un problema, però, resta aperto: al personale assunto dal 1 febbraio 2020 si continuerà ad applicare il Ccnl ARIS Rsa e Centri di Riabilitazione. Per questo personale l’Associazione si è impegnata, sin da ora, ad applicare la stessa soluzione che verrà individuata al termine del confronto per tutto il personale.

La decisione del 27 gennaio non è però completamente risolta, come segnala il segretario generale UIL FPL del Lario Vincenzo Falanga: “I rappresentanti della Fondazione hanno rimarcato che il passo fatto trattasi al momento di sospensione del contratto di riabilitazione e che al momento rimangono i problemi relativi ai costi del rinnovo del contratto Sanità Privata, dovranno essere valutate infatti, le aperture rispetto al sostegno economico del contratto anche rispetto agli impegni del Ministero e delle Regioni interessate.”

“Si tratta solo di un primo passo in direzione della nostra richiesta, che resta la revoca definitiva della decisione di applicare un contratto diverso da quello sottoscritto dai dipendenti dell’associazione –  commento il Segretario generale della Fp Cgil Lecco, Catello Tramparulo – Restiamo convinti che si possano ricercare comunemente percorsi condiviso per affrontare le difficoltà, senza sacrificare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.