Lecco, 23 gennaio 2020. Il parcheggio ‘blu’ di via Adda, a Lecco, in questi giorni è stato protagonista di alcune segnalazioni da parte dei nostri visual ascoltatori. Il motivo è presto detto. Sembra infatti che la presenza di alcuni cartelloni situati proprio in prossimità delle strisce blu di parcheggio, ad altezza ‘parabrezza’ (o per meglio dire di lunotto posteriore), siano la causa di ‘graffi’ e ‘gibolli’ alle carrozzerie delle macchine in manovra, e persino di qualche vetro rotto. L’ipotesi è che, probabilmente a causa di una posizione non troppo felice degli stessi, i cartelloni non verrebbero notati dagli automobilisti in fase di parcheggio se non solo al momento dell’urto. Troppo tardi, insomma. Sarebbero già quattro, secondo le segnalazioni ricevute da Leccofm, le auto che ci hanno rimesso il vetro posteriore o il paraurti.

Il cartello posto vicino al rimessaggio barche

Due sarebbero i cartelloni ‘incriminati’: uno sul lato ‘a lago’ del parcheggio, l’altro posizionato vicino alla struttura di rimessaggio barche. Un riscontro indicativo di quanto sopra esposto, anche se da prendere ‘con le pinze’,  ci viene fornito in parte dagli stessi cartelloni: i pali che li sostengono, infatti, sono ‘segnati’ dall’urto delle autovetture;  il cartellone sul lato ‘a lago’, inoltre, appare evidentemente storto, molto probabilmente a causa di qualche ‘colpetto’ ripetuto e  non troppo ‘soft’.

Da Linee Lecco, cui fa capo la gestione del parcheggio, hanno comunicato che verranno di certo effettuate le opportune valutazioni, anche se la vicenda è motivo di perplessità da parte dell’ente gestore: “I cartelli si trovano in quella posizione da oltre 10 anni e non ci risultato segnalazioni ai nostri uffici relativamente alla rottura di vetri. Ad ogni modo, se dobbiamo rendere meno impattante il cartello – spiega il direttore di Linee Lecco Salvatore Cappello – nel senso di cambiare la segnaletica orizzontale, di certo lo faremo. Facciamo prima una verifica di carattere tecnico e poi valutiamo se è il caso di spostare i cartelli in modo da renderli non colpibili. Ma prima recuperiamo le prove per capire se questo rischio, che a noi non è mai stato segnalato, esiste effettivamente”.

Ma se i cartelloni sono sempre stati li (da ben 10 anni) perché mai solo ora sarebbero diventati bersaglio delle macchine in manovra? Un’ipotesi ce la fornisce lo stesso direttore di Linee Lecco: “Al giorno d’oggi la gente si fida ciecamente dei sensori di parcheggio, non si gira più a guardare e usa poco gli specchietti retrovisori. E’ possibile quindi che quei cartelloni non vengano rilevati dai sensori, ed è questo che vogliamo valutare”.