Lecco, 30 dicembre. Torna nella sua sede originale, la Casa del Pellegrino di Civate, un meraviglioso affresco ritenuto perso fino a meno di un anno fa.

Il piccolo borgo di Civate, già noto per i preziosi cicli di affreschi romanici delle basiliche di san Pietro al Monte e del monastero di san Calocero, ospita infatti un altro gioiello risalente alla fine del medioevo: la Casa del Pellegrino.

Già utilizzata in epoca remota come luogo d’accoglienza dei numerosi pellegrini che giungevano al monastero civatese, a partire dal quindicesimo secolo la Casa del Pellegrino diventa abitazione di famiglie nobili del paese, che la arricchiscono con numerose decorazioni pittoriche.

La più significativa è un ciclo di storie di caccia e di amor cortese, risalente alla metà del ‘400, che celebra e ricostruisce la vita e le passioni delle classi nobili nell’epoca dei Visconti e degli Sforza. Fra dame, cavalieri, cinghiali, falconi e ghepardi, che si stagliano su un fondo di un rosso intenso, rivivono simboli e rituali di un’epoca in un cui il ducato di Milano sta per raggiungere il suo massimo splendore.

Ottimamente conservato, il ciclo si sviluppa in due camere completamente decorate, le camerae pictae, visibili al pubblico dal 2012.

Resta traccia dell’ingresso di una terza camera picta, demolita in epoca remota, ma le decorazioni di questa terza camera era ritenute perdute per sempre.

Fino ad ora. Nel 2019 è infatti avvenuto un incredibile ritrovamento: a Milano, nei locali della scuola d’arte del Beato Angelico, dimenticato e mai più ricollegato a Civate, giaceva infatti un grande strappo d’affresco, corrispondente ad una intera parete della terza camera picta. Ancora da ricostruire le vicissitudini che hanno portato l’affresco lontano dalla sua sede originaria e dalla memoria.

Oggi la terza camera picta, dopo lunghissimo oblio,  torna a Civate e alla sua Casa del Pellegrino. E vi porta non solo una straordinaria testimonianza artistica di metà ‘400, ma anche nuove luci e nuovi misteri.

Nell’affresco sono infatti rappresentati, oltre a scene di caccia coerenti con quelle presenti nelle altre camere, numerosi elementi sacri molto peculiari, fra cui spicca una rara raffigurazione della trinità eucaristica.

La forte presenza di elementi sacri in un contesto –quello dei cicli di caccia e d’amor cortese- tipicamente profano stupisce, e sarà al centro di studi che possano chiarire origine e interpretazione di questo ciclo di affreschi.

A breve avrà inizio il restauro dell’affresco, finanziato dal fondo comunitario civatese, necessario per riportarlo all’antico splendore e accrescerne la leggibilità. Sarà un restauro “aperto”: il pubblico potrà infatti osservare le varie fasi delle operazioni di restauro, occasione preziosa per studenti e appassionati.

La Casa del Pellegrino (ingresso da piazza Antichi Padri a Civate) è attualmente visitabile le prime tre domeniche del mese, a cura dell’Associazione Luce Nascosta.

Per informazioni e costi delle visite guidate www.lucenascosta.it, lucenascosta@gmail.com