Lecco  17 dicembre 2019  – Un 2019 speciale per Confcommercio Lecco: 178 nuovi soci, 66 cessazioni per un incremento di 112 unità e, dunque, un differenziale di più 66 soci rispetto al 2018. Si conferma il trend degli ultimi anni che vede in decisa crescita le imprese del turismo, in aumento quelle dei servizi e in difficoltà quelle legate al commercio. Un lavoro che non è stato solamente quello di cercare nuovi soci, ma di espandere sempre più i servizi di Confcommercio: «Abbiamo lavorato molto bene con il Fondo di Garanzia, il Cat (corso alta formazione turismo), Leggermente e altre nostre manifestazioni», ha fatto sapere il direttore Alberto Riva.

LUNGO LAGO PRIORITA’ ASSOLUTA

Da sinistra il direttore del Fondo di Garanzia Maurizio Macchiaione, il presidente del Fondo di Garanzia Peppino Ciresa, il presidente di Confcommercio Lecco Antonio Peccati e il direttore di Confcommercio Lecco Alberto Riva

E Antonio Peccati, presidente di Ascom Lecco  è sicuro su cosa sia importante per Lecco e non solo per i commercianti: «Finalmente abbiamo fatto partire questo concorso sul lungolago che per noi è fondamentale e lo inseguiamo da tre anni. Il turismo per Lecco è il lungolago. Fare il lago bello è un biglietto da visita della città come lo è stato quello di Malgrate. Sono andato a Vercurago a vedere il pontile di attracco e noi non abbiamo manco quello. Il progetto va avanti e rivendichiamo la paternità di questo nuovo lungo lago».

La seconda sottolineatura è arrivata dal corso per il turismo organizzato dalla Bocconi: «L’impegno è costoso, ma i partecipanti sono sempre più qualificati – ammette Peccati – Ne promuoviamo al massimo venti all’anno. Un master sul turismo che alla fine dà un contributo ai givoani che vogliono operare sul territorio per farlo crescere». Inoltre l’acquisto di via Roma 51, che verrà completato per un problema contabile nel 2020, ha aggiunto una grande opportunità non solo per i commercianti: «Per un problema burocratico per ora siamo solo con la bandiera esposta su quello storico palazzo. Ma posso già dire che sarà anche quella una casa dei Commercianti. E quando ce la aggiudicheremo definitivamente spiegheremo alla città qual è il progetto che ridaremo alla città grazie a questo palazzo storico. Sarà fruibile dai commercianti ma anche dai cittadini».

AMICI DI LECCO

Ultima cosa, gli Amici di Lecco: «Qui è nata l’idea di questo gruppo di amici che si sono sentiti in dovere di regalare qualcosa di bello a Lecco. E i Commercianti hanno sponsorizzato anche loro questa iniziativa. Si è creata una competizione positiva con un Albero mai così bello grazie a Cancro Primo Aiuto, una pista di pattinaggio XXL, delle strade e delle vetrine mai così ben illuminate. E i lecchesi si sentono più considerati, il clima è più festivo, e tutto contribuisce a fare emergere l’orgoglio della città verso chi ci dice “Quant’è bella Lecco”. L’abbiamo sempre saputo ma mai messo a fattor comune».

Non è mancata la solidarietà. A dieci associati di Primaluna, Premana, Dervio e Casargo sono stati dati contributi da Confcommercio per i disastri provocati dal maltempo.

IL FONDO DI GARANZIA

Infine Peppino Ciresa, presidente del Fondo di Garanzia, insieme al direttore Maurizio Maccaione, ha dato i “numeri” del fondo che aiuta i commercianti e li sostiene fin dall’inizio della loro attività: «Il numero degli associati è cresciuto. Fare squadra è importante. Abbiamo lavorato 243 pratiche in undici mesi. Diventeranno 280 entro la fine dell’anno rispetto alle 255 pratiche del 2018. Abbiamo erogato 14 milioni entro la fine dell’anno. Il 60 per cento delle pratiche riguarda vecchi soci e il 40 per cento nuovi. Il 15 per cento delle pratiche trattate è rappresentato dalle start-up».

FATTI NON PAROLE…E NEMMENO SOGNI

Il presidente di Ascom Lecco Peccati, alla fine, sul nuovo sindaco che uscirà dalle urne probabilmente a maggio, si è lasciato andare a una frase che la dice lunga sulla capacità del Comune di costruire la Lecco del futuro: «Finora non si è data una grande sveglia, a questa città. Vorremmo che il prossimo sindaco sognasse di meno e facesse di più. Perché se uno si sveglia, vuol dire che non sogna ma di sicuro neanche dorme. E qui ci vogliono fatti e non solo parole. E tantomeno sogni che non si concretizzano».