Lecco, 15 novembre 2019 – La Polizia Stradale di Lecco, insieme a quella di Sondrio e all’Ispettorato del Lavoro di Sondrio, ha scoperto un’impresa di autotrasporti per conto terzi con sede legale in provincia di Bergamo ed operativa in provincia di Sondrio, che “truccava” gli strumenti di controllo dei suoi mezzi. Nel totale sono state denunciate in stato di libertà tre persone, per la violazione dell’art. 437 c.p. avente ad oggetto la “Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”, in quanto l’alterazione incide anche sull’elettronica di sicurezza del veicolo, tra tutti, sull’Abs dello stesso e l’apparato frenante. Inoltre, sono stati contestati amministrativamente l’alterazione del cronotachigrafo ex art. 179 codice della strada, che prevede il ritiro della patente, un art. 142/11 per eccesso di velocità e n. 3 artt. 19 l. 727/78 (concernenti irregolarità nella gestione del cronotachigrafo).

Un momento dei controlli della Polstrada

Gli autocarri utilizzati per il trasporto e rintracciati sono stati in totale tre, tutti intestati all’azienda oggetto di controllo. Sono stati sottoposti ad ispezione di polizia stradale mentre stavano percorrendo la Statale 36 in direzione di Milano, in prossimità delle località di Mandello del Lario e Lierna (Lc). Nonostante due mezzi fossero in regola, uno di questi ha suscitato la curiosità degli agenti che, utilizzando la strumentazione in dotazione, denominata Police Controller (un Pc portatile al cui interno è installato un software di analisi), ha verificato il funzionamento del cosiddetto cronotachigrafo. Una sorta di scatola nera che memorizza i dati concernenti le ore di guida, la velocità del veicolo, nonché riposi giornalieri e settimanali dell’autista.

Tutte queste informazioni sono registrate affinché si possa verificare il rispetto della disciplina cosiddetta “sociale”, tesa a garantire la sicurezza della circolazione di tali veicoli, poiché impone rigorosamente agli autisti, a titolo esemplificativo, il massimo numero di ore di guida, la durata ed il numero di riposi necessari, al fine di assicurare quella reattività e prontezza d’obbligo nella conduzione.

Il cronotachigrafo “truccato” rinvenuto dalla Polstrada

Durante l’esame del dispositivo cronotachigrafico, l’apparecchiatura Police Controller evidenziava che sul sistema installato sull’autocarro vi erano alcune anomalie, in particolare quella relativa ai dati di calibrazione. Inoltre, lo sviluppo degli altri dati memorizzati permetteva di accertare che sul veicolo, immatricolato per la prima volta nell’anno 2007, nel maggio dell’anno in corso, era stato installato un nuovo dispositivo cronotachigrafo. La presenza di troppe incoerenze portava alla decisione di controllare il mezzo presso un’autofficina e verificare l’intero impianto installato sul veicolo, ciò al fine di ricercare eventuali manomissioni o alterazioni. La tenacia e determinazione degli agenti avevano la meglio sulla complessità delle operazioni di controllo, tanto che dopo un accurato smontaggio, rinvenivano nel sottotetto del mezzo pesante, una centralina fraudolenta posizionata sul cablaggio del sistema cronotachigrafo, atta ad influenzare i segnali provenienti dal sensore kitas nel cambio. Il complesso dispositivo elettronico causava un’interferenza elettrica nel cronotachigrafo, capace di provocare l’annullamento totale o parziale della registrazione dell’attività di guida, il tutto a mezzo di un telecomando funzionante via onde radio.