LECCO il 11 novembre 2019 -Il tribunale di Lecco ha deciso: il sacerdote residente a La Valletta Brianza (LC) don Giorgio de Capitani è stato condannato al pagamento di una pena pecuniaria pari a 7,5mila euro e ad un risarcimento di 7 mila euro nei confronti di Salvini, oltre al pagamento delle spese processuali. Don Giorgio aveva insultato il leader del Carroccio nel 2015 sul proprio blog.

“Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha affermato il pubblico ministero Paolo Del Grosso richiedendo una pena pecuniaria di 10 mila euro, pur escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il Pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, risiederebbe nel dissenso politico che nella nostra democrazia è un valore in sé da tutelare anche se, e questo è il motivo della richiesta di condanna proposta dal Pm, tale dissenso deve essere espresso nei modi e nelle forme previste dalla legge senza travalicare in comportamenti insultanti.

DIFESA E ACCUSA A CONFRONTO

L’avvocato dell’ex vicepremier, Claudia Eccher, aveva invece sostenuto la tesi delle offese “ad personam”, nient’affatto politiche, visto che gli epiteti usati nei confronti di Salvini erano sicuramente molto “diretti” e circostanziati alla sua persona. Tesi, però, ribaltata dai difensori di Don Giorgio, gli avvocati Marco Rigamonti ed Emiliano Tamburini, che hanno parlato di un comportamento, da parte del sacerdote, uguale a quello di chi nella Lega ha sempre usato toni accesi per colpire l’immaginazione della gente e, quasi, accusando Salvini di voler reprimere una libera voce che potrebbe avere una vasta eco, vista la sua “professione” e l’impatto che ha nella sua comunità. Discorsi, insomma, tutto sommato “politici”, come sostenuto dal Pm e che sono stati estesi da circonlocuzioni e epiteti forse roboanti ma atti a trasmettere un’idea politica contraria a quanto propagandato dal leader della Lega. I difensori hanno chiesto l’assoluzione “perchè il fatto non costituisce reato”.

LA SENTENZA

E’ stato chiamato a testimoniare anche Luca Morisi, famoso responsabile della comunicazione di Matteo Salvini e della Lega. Alla fine però il giudice monocratico Nora Lisa Passoni ha deciso sposando, di fatto, le tesi del Pm e in parte quelle della difesa. Una sentenza che è parsa equilibrata, nonostante per il sacerdote, ora, ci siano quasi 15mila euro da sborsare tra pene e risarcimenti. Oltre alle spese del processo. Matteo Salvini ha già fatto sapere che farà devolvere il risarcimento di 7.500 euro in beneficenza. Come a dire, tutto è bene quel che finisce…in beneficenza.