Lecco, 9 novembre. Il Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola a Lecco venerdì 8 novembre, ospite di Confindustria Lecco e Sondrio, si definisce colui che organizza ‘il sindacato dell’interesse nazionale’ a Bruxelles, dove in questo momento si discute il bilancio europeo 2021-2027. Occorre negoziare le condizioni a sostegno dell’impresa, della cultura, dell’agricoltura, di tutte le filiere dell’economia italiana. ‘Non si tratta di battere i pugni sul tavolo, ma di trattare, perché il livello di negoziazione a cui tutti siamo interessati oggi è quello europeo’.

Da europeista pragmatico, Amendola ribadisce il bisogno di fare squadra da parte di tutti coloro che rappresentano l’Italia in Europa, anche grazie alla presenza italiana in ruoli chiave quali quello di commissario per gli affari economici e monetari e presidente del parlamento europeo. Cita lo scontro in atto tra Stati Uniti e Cina, che non riguarda solo ‘dazi e controdazi’, ma anche l’egemonia tecnologica, nell’epoca della seconda rivoluzione digitale. Lo sanno bene gli imprenditori di quella che è ‘una delle province più manifatturiere d’Italia, che vuole poter continuare ad esserlo’, nelle parole del Presidente di Confindustria Lecco e Como, Lorenzo Riva. ‘Abbiamo bisogno del sostegno del governo per continuare ad operare in un mondo che cambia a velocità pazzesca, e l’Europa non può permettere che due grandi potenze siano lasciate da sole a determinare le scelte’.

‘Chi lavora nel manifatturiero sa che il digitale sta trasformando sia come si lavora, sia come si produce’ osserva Amendola, ‘Io credo nel sovranismo europeo: l’Europa deve dotarsi di regole e garanzie per quanto riguarda la battaglia tecnologica’. E ancora: L’Italia, con un PIL che è al 30% derivante dall’expo, chiede all’Europa di attrezzarsi con accordi nella guerra commerciale. I dazi sull’automotive, ad esempio, colpirebbero la Germania, certo, ma anche il nostro sistema manifatturiero che fornisce la Germania. ‘Non siamo un paese che delocalizza, noi abbiamo il cervello della produzione qui, e andiamo all’estero per insediarci commercialmente. Più che il made in Italy, facciamo il made with Italy, un prodotto con un valore aggiunto superiore’.

‘Per una volta non c’è stato bisogno del nostro invito, ma è stato il Ministro ad anticiparci sollecitando questo incontro con i rappresentanti del tessuto produttivo lecchese’ dichiara con comprensibile soddisfazione il parlamentare lecchese del PD Gian Mario Fragomeli, che ricorda l’impegno del  Parlamento italiano in questa fase sul decreto fiscale, di cui è relatore, e la manovra di bilancio. ‘I decreti fiscali servono a incentivare, a sostenere l’impresa. Ecco un’altra ragione per cercare un confronto come quello odierno’.