LECCO mercoledì 16 ottobre 2019  – La ricerca clinica come volano di sviluppo medico e scientifico. All’Asst di Lecco, nei presidi di Lecco e Merate, sono attive circa 93 diverse sperimentazioni cliniche concentrate, maggiormente, nell’ambito dell’oncologia della nefrologia e dialisi, dell’anestesia e rianimazione, della cardiologia, delle malattie infettive e della neurologia. E domani, giovedì 17 ottobre, nell’Aula Magna dell’Ospedale Manzoni, dalle 9 alle 17.30, l’Unità di ricerca clinica aziendale (Urca) dell’Asst di Lecco organizza un importante e significativo convegno dal titolo “La sperimentazione clinica”. L’appuntamento vedrà la partecipazione di diversi professionisti (medici, infermieri, tecnici, farmacisti, eccetera) che da tempo – anche negli ospedali di Lecco e Merate – si interessano dei diversi aspetti della ricerca e della sperimentazione clinica e di importanti relatori del calibro di Nello Martini (presidente della fondazione Ricerca e Salute); Aldo Maggioni (direttore del Centro Studi di Firenze); Flavia Franconi (del Laboratory of Sex-Gender Medicine, National Institute of Biostructures and Biosystems di Sassari) senza dimenticare i membri del Comitato Etico della Brianza Michela Melchiorre Adriano Pessina (professore di Filosofia Morale e docente di Bioetica del dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) e Vittorio Crespi (del gruppo di Studio Bioetica e Cure Palliative della Società Italiana di Neurologia, referente del sottogruppo Ictus e Cure Palliative).

Antonio Ardizzoia Primario Oncologia ospedale Manzoni di Lecco

Antonio Ardizzoia, primario di Oncologia al Manzoni, spiega: «La visione dell’Asst di Lecco si caratterizza per la volontà di sviluppare sinergie all’interno del sistema regionale e con il contesto locale per realizzare una rete integrata di servizi finalizzati alla tutela della salute, in un’ottica di miglioramento continuo di ricerca, formazione e innovazione in ambito Biomedico. Per perseguire questi risultati l’Azienda intente implementare la partecipazione ai progetti di studio rivestendo un ruolo sempre più attivo nello scenario nazionale ed internazionale della ricerca, collaborando con soggetti sia pubblici che privati in programmi di notevole rilevanza».

“In uno scenario che sta diventando sempre più regolamentato e competitivo, grazie soprattutto l’adozione del nuovo regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche, i centri dovranno necessariamente dotarsi di figure professionali formate e competenti, che aiutano i medici a rilanciare la ricerca. L’istituzione, nel 2018, dell’Urca, prevista nel Piano di Organizzazione Aziendale Strategico, ha regolato infatti la strutturazione di un gruppo di professionisti dedicati alla gestione degli studi clinici che verranno svolti proprio presso l’ASST di Lecco” continua il Primario.

“Partecipare alle sperimentazioni cliniche – sottolinea il responsabile scientifico dell’evento – porta senza alcun dubbio a benefici e vantaggi per i malati e per le strutture sanitarie: grazie alla partecipazione a numerosi studi, infatti, abbiamo la possibilità di scoprire cure nuove ed innovative, collaborando e confrontandoci con prestigiosi centri nazionali e internazionali. Possiamo, grazie alle sperimentazioni cliniche, standardizzare le procedure di adeguamento ai percorsi diagnostici e terapeutici previsti e condivisi con tutti con altri. Tutto questo per una migliore qualità e una maggiore opportunità di cura per tutti i nostri malati”.

Paolo Favini direttore ASST LECCO

E il direttore generale dell’Asst Paolo Favini conclude: “L’attività scientifica è uno degli indicatori fondamentali per misurare l’efficienza e l’efficacia di una istituzione sanitaria. I professionisti degli ospedali della nostra azienda sono costantemente aggiornati e preparati in merito a tutte le più recenti innovazioni. Di più: promuovere e favorire la diffusione della cultura medico sanitaria è anche un modo per contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio professionale di coloro che quotidianamente svolgono il proprio lavoro in ospedale”.