Lecco, 6 ottobre. Vinicio Capossela a Lecco per il Festival della Lingua Italiana. Il carisma e l’originalità di un artista eclettico e mai scontato che con il suo intervento Bestia. Peste, morte nera, riparo dalla terra. ha entusiasmato i tanti lecchesi accorsi ieri sera al Polo territoriale di Lecco del Politecnico per ascoltarlo.

Musica e parole; un’ora e un quarto in cui il cantautore ha alternato canzoni e riflessioni sui temi del suo ultimo album Ballate per uomini e bestie, mischiando, secondo quella che è la sua cifra stilistica distintiva, “alto” e “basso”, riferimenti a I Promessi Sposi e al padre della lingua italiana Dante e folklore.

Capossela ha dimostrato che #leparolevalgono raccontando storie in cui, in una fantasmagoria di ritmi diversi, si alternano toni divertenti, grotteschi, malinconici.

Dall’orso protagonisa di Di città in città fino al Testamento del porco, la sala si è riempita di un’allegria quasi empatica. E che voglia di ballare sulle note del Marajà!

Dopo il successo della prima serata con Manuel Agnelli, un secondo evento altrettanto partecipato; il festival, che si avvia alla conlusione con il Canzoniere Grecanico Salentino questa sera, ha dimostrato di saper coinvolgere dai più piccoli agli adulti, offrendo pensiero e intrattenimento intorno al tema della parola.