Lecco, 03 ottobre 2019. Il crimine non paga e questa vicenda lo dimostra. E’ finita ieri, infatti, dopo cinque lunghi anni di latitanza, la fuga di Abdullah Popalzai, il 27enne di origini afgane e richiedente asilo che nel settembre 2014 violentò una giovane ragazza lecchese all’interno di uno stabile abbandonato del mercato La Piccola, a Lecco.

La ragazza in quell’occasione si trovava in compagnia di alcuni amici e del giovane afgano per una serata di svago che, tuttavia, aveva preso ben presto le pieghe di un continuo ‘pressing’ da parte di Abdullah Popalzai che, dopo essere stato più volte ‘rifiutato’ dalla giovane, aveva deciso di passare alle maniere forti abusando di lei.

Tempestiva era stata la risposta degli uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile, che si erano prontamente attivati per giungere all’identificazione del violentatore. Grazie ad un accurato sopralluogo sui luoghi teatro della violenza era stato possibile rinvenire un profilattico che aveva permesso di riscontrare la commistione dei due profili di DNA, quelli della vittima e del carnefice. Gli investigatori erano così riusciti ad ottenere prove inconfutabili nei confronti del violentatore ma, prima che scattassero le manette ai suoi polsi, il ragazzo aveva fatto perdere le tracce di sé  fuggendo dal territorio italiano.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica Paolo Del Grosso, a quel punto, aveva però chiesto ed ottenuto il Mandato di Arresto Europeo. Le indagini condotte soprattutto sulle piattaforme social avevano permesso una prima individuazione del soggetto in Belgio e, contestualmente, avevano scoperto anche una sua probabile affiliazione all’ambiente terroristico. Dopo un’ulteriore fuga in Inghilterra, Abdullah Popalzai si era spostato in Polonia dove, nella giornata di ieri, è stato catturato.

Ora Popalzai sarà ricondotto in Italia dove dovrà scontare sei anni di carcere.