Lecco, 28 settembre. Di seguito il comunicato diramato da Alberto Anghileri, consigliere comunale di “Con la Sinistra Cambia Lecco”, in merito alla convenzione tra il Comune di Lecco e le scuole paritarie.

Lunedì 30 ottobre arriverà in Consiglio Comunale la proposta di convenzione tra il Comune di Lecco e le scuole paritarie della nostra città.

La proposta è stata illustrata nella riunione della commissione consiliare di ieri 26 settembre e ricalca sostanzialmente la precedente convenzione scaduta lo scorso 30 agosto.

La convenzione è stipulata tra l’Amministrazione Comunale e l’associazione delle scuole paritarie che rappresenta le 15 scuole dell’infanzia paritarie della nostra città, sono invece solo 5 le scuole dell’infanzia pubbliche della città.

La predisposizione di questa convenzione è stata caratterizzata da un dibattito pubblico sui social, sugli organi di stampa e nelle sedi consiliari, con toni molto accesi tra alcune scuole paritarie e la loro associazioni e tra le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

1.400.000 euro annui per tre anni, è questa la cifra che l’Amministrazione erogherà all’associazione che poi girerà alle singole scuole, si tratta di una anomalia, solamente nella nostra città il rapporto non è con le singole scuole ma con una associazione che le rappresenta.

Noi abbiamo sollevato in particolar modo tre obiezioni

  • la cifra erogata è la stessa degli anni precedenti nonostante il calo delle iscrizioni dovute al calo demografico e la chiusura di una di queste scuole, abbiamo proposto, inascoltati, di stipulare la convenzione per un solo anno e utilizzare questi 12 mesi per ripensare, a fronte di un ulteriore e certo calo demografico la convenzione per gli anni successivi che deve essere riproporzionata in base al numero degli iscritti, ricordiamo che il contributo alle scuole paritarie è l’unica voce del bilancio Comunale che non subisce tagli nonostante il calo delle iscrizioni.

 

  • Circa il 30% degli iscritti a queste scuole non è residente in città, abbiamo richiesto, inascoltati, di stipulare convenzioni con i Comuni di provenienza, non abbiamo nulla in contrario al fatto che anche chi non risiede in città possa frequentare le nostre scuole ma così come il nostro Comune contribuisce al mantenimento di queste scuole pensiamo che altrettanto debbano fare i Comuni di residenza degli alunni.

 

  • In città ci sono 5 scuole dell’infanzia pubbliche e 15 private, un anomalia dovuta alla nostra storia recente e passata, noi pensiamo che si debba pensare seriamente a riequilibrare questi numeri aumentando l’offerta di scuole pubbliche.

 

La giunta ha risposto negativamente a queste nostre obiezioni, le ribadiremo nella riunione del Consiglio del 30 settembre e voteremo contro questa convenzione.