L’assessore regionale Giulio Gallera taglia il nastro del nuovo acceleratore lineare in Radioterapia

Lecco, 21 settembre 2019 – È il nuovo acceleratore lineare, macchinario da più di tre milioni di euro, il nuovo “fucile” puntato sui tumori più svariati. Un miglioramento tecnologico che consentirà al “Manzoni” di Lecco, nel suo reparto di Radioterapia, di “aggredire” i tumori con precisione millimetrica e con grande potenza. Un acceleratore lineare che costituisce dunque un “killer” per i tumori da quelli più piccoli a quelli più sviluppati. L’inaugurazione ufficiale all’Ospedale Manzoni di Lecco alla presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, delle numerose cariche istituzionali locali e dei referenti dell’Associazione Cancro Primo Aiuto Onlus.
Il nuovo Acceleratore di ultimissima generazione, sostituisce uno degli apparati da tempo in attività presso l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia di Via dell’Eremo, ormai obsoleto e non più all’altezza delle aspettative radioterapiche dei pazienti. L’altro, per quanto riguarda i dispositivi di cui è provvisto e il software dedicato, sarà completamente aggiornato; 2milioni 750mila euro l’investimento finanziato dalla Regione grazie ad uno stanziamento ad hoc per il macchinario; 250mila euro invece, l’impegno economico garantito dalla raccolta fondi promossa da Cancro Primo Aiuto Onlus su tutta la provincia lecchese e non solo per l’acquisto dell’importante
macchinario.

Carlo Soatti, primario di Radioterapia, primo a sinistra, illustra il nuovo macchinario alle autorità

“Regione Lombardia ha investito 3 milioni di euro per dotare l’Ospedale di Lecco di un Acceleratore lineare di ultimissima generazione – dichiara Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia – La nostra politica d’investimento procede incessante: negli ultimi tre anni abbiamo messo a disposizione più di 700 milioni di euro a livello regionale per rinnovare la dotazione infrastrutturale dei nostri presidi e dotarli delle migliori apparecchiature presenti sul mercato rendendoli attrattivi per i professionisti e offrendo ai cittadini una sanità di assoluta eccellenza”.
“La nuova acquisizione – afferma Paolo Favini, Direttore Generale dell’ASST di Lecco – consentirà a tutti i pazienti che decidono di affidarsi ai nostri specialisti, standard nettamente più avanzati nel trattamento delle neoplasie”.

I tanti intervenuti alla presentazione

“Con questa moderna dotazione tecnologica – continua Favini – la nostra ASST e il nostro Ospedale fanno un ulteriore salto di qualità. In termini di offerta, questa attrezzatura di ultimissima generazione, offre prestazioni di massimo livello comprendendo applicazioni di stereotassi e terapie di maggior precisione con ridotti effetti collaterali permettendoci, con un importante incremento del numero di dosi giornaliere, una riduzione delle sedute radioterapiche e una concentrazione più elevata della terapia attenuando i disagi, compresi quelli psicologici, vissuti dai pazienti in questo dedicato percorso della loro vita; inoltre il macchinario consentirà, di conseguenza, anche l’accesso più rapido e di più pazienti alla nostra Struttura oltre ad un sostanziale abbattimento delle liste di attesa”.
“Nel 2018 appena trascorso – spiega Carlo Soatti, Primario della Radioterapia del Manzoni – la nostra Struttura ha effettuato quasi 15.000 sedute di radioterapia prendendo in carico, e trattando, 729 pazienti di cui, solo per citare qualche numero, 312 colpiti da tumori della mammella, 160 da metastasi e 73 pazienti con tumore alla prostata. Numerose (41) anche le donne affette da neoplasieginecologiche e i pazienti con tumori testa-collo (34), polmone (36) o retto (24) presi in carico dalla nostra équipe”.
“In questi primi otto mesi del 2019, inoltre – continua Soatti – abbiamo già effettuato quasi 8.000
sedute radioterapiche rispondendo alle necessità oncologiche di 433 pazienti di cui, in particolare, 192
con neoplasia della mammella, 106 metastatici e 54 pazienti con tumore alla prostata. 12 le pazienti con
neoplasie ginecologiche e 14 colon-rettali”.
Per quanto riguarda la brachiterapia “sono stati trattati, nel 2018, 60 pazienti; 40 invece quelli che si sono sottoposti a questo tipo di cura da gennaio ad agosto di quest’anno. È importante ricordare che questa metodica è tecnologicamente molto avanzata e consente alte percentuali di controllo della malattia e bassa incidenza di complicanze correlate” puntualizza il Primario di Via dell’Eremo.
“Questo nuovo Acceleratore Lineare – dichiara ancora Pietro Soatti – migliora ulteriormente la qualità e
la quantità dei nostri trattamenti potenziando nettamente il servizio ai cittadini e la qualità del lavoro di
tutta la nostra équipe”.