Lecco, 11 settembre. L’analisi e il commento dei Giovani Democratici lecchesi a seguito dell’episodio di violenza in stazione.

Un episodio orribile quello avvenuto lunedì 9 settembre nella stazione di Lecco, di fronte al quale vogliamo esprimere vicinanza alle donne vittime dell’aggressione. Davanti a questa terribile violenza ingiustificata, cui ha fatto seguito un tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine presenti, non possiamo non chiederci come fosse possibile che l’uomo colpevole dell’aggressione si trovasse a piede libero nonostante la condizione psichica, i precedenti penali e la situazione d’irregolarità.
Allo stesso tempo vogliamo manifestare la nostra indignazione verso quegli esponenti politici e istituzionali che stanno utilizzando questa vicenda per attaccare indistintamente il sistema di accoglienza, agitando lo spettro della paura verso “il diverso, l’immigrato, il clandestino” – pericoloso e criminale – scendendo in proclami basati sul colore della pelle.
«Assistiamo a una tattica strumentale vergognosa, nella quale le destre sono maestre. Da parte dei cialtroni da campagna elettorale permanente sulle spalle delle vittime, almeno ogni tanto, ci si augurerebbe un rispettoso silenzio – è il commento del Segretario dei Giovani Democratici della provincia di Lecco Manuel Tropenscovino – Più sicurezza? Se la soluzione per la maggioranza è quella della sicurezza, che si mettano in campo gli strumenti per garantirla, ma non basta. È necessario tenere ben in mente che la risposta a questo tipo di situazioni non può e non deve essere occasionale o improvvisata. Occorre una soluzione decisa dalle Istituzioni, che parta soprattutto dall’individuare le situazioni di disagio e porvi rimedio».

E per noi GD della provincia di Lecco questa risposta deve partire nel nostro territorio da tutti quei contesti dove l’integrazione non sta funzionando, consegnando giornate vuote e senza prospettive a chi è in costante attesa di costruire, legalmente, il suo futuro in Italia. Le Istituzioni intervengano anche in città, perché l’accoglienza non può essere abbandonata al caso.