La Fondazione della Provincia di Lecco tramite un bando Cariplo ha completato il recupero esterno del fabbricato che fu la Mensa dell’importantissima industria Giuseppe Badoni Lecco, fallita nell’ormai lontano 1993.

Corso Matteotti e la riqualificata ex Mensa Badoni al Broletto Nord

Nel 1999 il fallimento della società “Acqua Marcia”, la società costruttrice del Broletto e proprietaria anche dello stabile Badoni, come di tutta l’area, aveva portato ad anni di incuria e degrado di quell’esempio davvero unico di fabbricato a destinazione industriale ma in stile neogotico lombardo: ora con i lavori curati dalla Fondazione fortemente voluti dal presidente Mario Romano Negri e dal direttore Paolo Dell’Oro, quella che fu la mensa di centinaia di operai che resero allora Lecco famosa nel mondo (dal ponte sul Bosforo ai tralicci dell’alta tensione sullo stretto tra Messina e Reggio Calabria), può tornare ad avere un ruolo centrale nella vita lecchese, come fu un tempo. E rimane un esempio unico in città del passato splendore metallurgico lecchese, insieme al ponte in ferro che sovrasta la via ferrata, pochi meetri più in basso. Molto soddisfatto anche Corrado Valsecchi, assessore al Patrimonio del comune di Lecco, ente che è proprietario di metà dello stabile riqualificato: “Avevamo interloquito con i curatori fallimentari di quell’area e sapendo quale sarebbe stato il futuro della ex mensa, abbiamo indirizzato i nostri soldi sulla valorizzazione del parcheggio di via Grassi.

Un altro “shot” del fabbricato riqualificato

La mensa del Broletto  completa però il progetto di riqualificazione della zona, che ora è valorizzata sia dal parcheggio che da questo bellissimo edificio”. Valsecchi parla di città che si riprende un suo pezzo di storia: “Si tratta anche di un grande sollievo per i residenti di quella zona che oramai dopo vent’anni, si ritrovano con un edificio che darà lustro a tutto il quartiere. Il mio grazie va alla Fondazione e a chi ci ha creduto, investendo soldi veri sull’ex Badoni. Il cinquanta per cento di quella struttura appartiene al Comune di Lecco e decideremo con calma che uso farne, in collaborazione con la Fondazione e con coloro che hanno investito in questo spazio. So che l’idea è di destinare quei locali per attività destinate ai giovani, ma qui mi fermo e lascio a chi ha fatto l’opera la soddisfazione di terminarla e consegnarla ai lecchesi”.