LECCO – Un format interamente dedicato a idee innovative e fortemente incentrate su tematiche quali il benessere, l’arte, la cura e la sostenibilità. In occasione del convegno Brainart: Arte della salute, in programma a Lecco dal 23 al 26 ottobre 2019, il progetto Interreg Italia Svizzera BRAINART lancia una call rivolta ai Visionerd, letteralmente nerd con una visione. Un’iniziativa, questa, pensata per portare in città dei Leonardo 2.0, che potranno mostrare le loro creazioni a rappresentanti della comunità scientifica, imprenditori, beneficiari e utilizzatori presenti durante la tre giorni di convegno. Ai partecipanti – ai quali è richiesto di inviare la propria candidatura entro il 30 settembre scrivendo all’indirizzo progettazione@socialecrams.it e allegando curriculum e una breve presentazione dell’idea – sarà data la possibilità di presentare pubblicamente il proprio lavoro per un tempo massimo di 30 minuti.
Progetto che vede come capofila il Crams di Lecco e che conta come partner Need Institute di Milano, Ats Brianza, Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino, Museo Nazionale Vincenzo Vela di Ligornetto e Fondazione Pro Senectute, BRAINART intende sviluppare nuove metodologie per favorire l’inclusione sociale di soggetti affetti da patologie dementigene. Si tratta di un programma della durata di 31 mesi, nel 2017 vincitore del bando europeo Interreg V-A Italia-Svizzera asse IV (relativo ai Servizi per l’integrazione delle comunità) e finalizzato a rendere le nuove tecnologie e l’arte degli strumenti sempre più protagonisti di una nuova metodologia di riabilitazione, stimolazione e mantenimento delle capacità cognitive.
E così, in occasione del convegno di ottobre e accanto alla ricerca scientifica che si sta conducendo proprio in questi mesi, gli organizzatori lanciano una call rivolta a chiunque abbia sviluppato idee originali che abbiano, com’è nella finalità di BRAINART e come già anticipato, un chiaro riferimento a tematiche del benessere, dell’arte, della cura, della sostenibilità, dell’accessibilità e del riuso, il tutto per favorire la nascita di nuove pratiche di comunità di cura diffusa.