Soccorso Alpino in azione a Casargo

Un fiume di fango nei prati e nei campi, e centinaia di capre e mucche bloccate insieme ai loro allevatori negli alpeggi che circondano Margno e Casargo, in molti rimasti isolati dopo la bomba d’acqua che ha fatto ripiombare nell’incubo la Valsassina. I tecnici di Coldiretti, giunti sul posto, raccontano una situazione critica, con un bilancio di danni in continuo aggiornamento. Venti minuti fa, per di più una violenta grandinata si è abbattuta nel comune di Vendrogno: “Dieci minuti da incubo, sembrava fosse nevicato” commenta Valentina Meoli, titolare dell’azienda Campofiasco, “le reti antigrandine hanno ret to ma è stato terribile”. La strada che porta in quota – spiega Coldiretti Como Lecco – è bloccata per via degli smottamenti provocati dall’acqua caduta con violenza. Gli allevatori – precisa la Coldiretti lariana – non possono tornare a valle e in alcuni casi si segnalano anche animali dispersi. Danni anche nel comune di Dervio – continua la Coldiretti – dove un una tromba d’aria ha distrutto le piante del vivaio di Rosella Fiordelmondo: “Le piante volavano per la serra, è stato impressionante. Sono completamente rovinate, racconta”. Proprio qui il torrente Varrone è ai limiti, come anche a Premana: “Ieri sera le sue acque facevano paura” racconta Roberta Tenderini, il cui alpeggio già un mese e mezzo fa era rimasto isolato dopo la prima violenta ondata di maltempo abbattutosi sulla zona.

Soccorso Alpino sulla frana

“Stiamo cercando di metterci in contatto con i nostri ragazzi in alpeggio, che sono rimasti bloccati con decine di animali” racconta Assunta Ciappesoni. Anche Davide Gobbi, anch’egli allevatore, riesce a scendere a valle: “Qui all’alpeggio Pian delle Betulle ho una quarantina di bovini, cinque o sei risultano al momento dispersi. Il nubifragio di ieri è stato violentissimo: un’altra trentina delle nostre vacche sono isolate all’alpe Ortighera, abbiamo diverse capre all’alpe Dolcigo, anch’esse bloccate insieme a un gregge ancora più grosso, di circa 400 capi. Sono diversi gli allevatori nei dintorni nella mia stessa condizione. Già nei mesi scorsi il maltempo aveva rovinato i nostri prati a pascolo, è una stagione da dimenticare. E guardando le previsioni, non possiamo dire che la paura sia ancora passata”. In questa estate segnata da temperature bollenti ed eventi estremi – continua la Coldiretti interprovinciale – la Valsassina è stata più volte al centro di forte maltempo che ha provocato danni a centri abitati, pascoli, coltivazioni e strade. Questo nuovo episodio arriva dopo un mese di luglio bollente che in Italia – sottolinea la Coldiretti – ha fatto registrare una temperatura superiore di addirittura 2 gradi rispetto alla media storica, il settimo più caldo dal 1800 dopo che giugno aveva fatto registrare una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media e si era classificato al secondo posto per temperatura elevata dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni secondo Isac Cnr.

Gli operatori della XIX Delegazione Lariana in mezzo alle macchine sepolte dal fango

A livello nazionale – conclude la Coldiretti – l’ultima violenta perturbazione fa salire a ben 540 il numero di tempeste, nubifragi, trombe d’aria e grandinate che nella pazza estate 2019 hanno provocato gravi danni nelle campagne e nelle città ma anche al turismo. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni a livello italiano per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.