(Casargo all’inizio dell’emergenza, la sera del 6 agosto. Foto di Simona Pozzi)

Lecco, 7 agosto. La situazione a Casargo, località Codesino, rimane critica. Decine di volontari coordinati dalla Protezione Civile Provinciale (presenti il disaster manager Fabio Valsecchi e la delegata provinciale Elena Zambetti), stanno pulendo la strada e la massicciata crollata, ma ora l’attenzione si sposta al meteo. Per le 17, comunque nel pomeriggio, è attesa un’allerta viola, il più alto allarme meteorologico di Protezione Civile, per cui tutto il sistema di allerta è attivato. Ma le opere di contenimento e messa in sicurezza sono lunghe da mettere in atto e impegneranno almeno i prossimi due anni, per cui, nell’immediato si può solo sperare che non succeda niente di grave, anche se il fronte franato dovrebbe essere stabile: «Il geologo che ha fatto l’ispezione – ha spiegato la vicesindaco di Casargo Wilma Berera – ci ha detto che quanto doveva venire giù, l’ha già fatto e su quel fronte siamo moderatamente tranquilli anche se restiamo vigili. Il problema sono le sette vallette in cui si innesta perpendicolarmente la Val Casargo, che non scarichino in paese tutta l’acqua che cadrà». Il sindaco Antonio Pasquini anche per questo ha spiegato alle 140 persone che hanno passato la notte al Centro di formazione professionale alberghiero di Casargo che dovranno avere pazienza almeno p per un’altra notte. La gente che abbiamo ascoltato sul posto ci ha espresso la volontà di tornare, anche perché nessuna casa è stata sommersa da fango e acqua. Ma l’allontanamento oltre che prudenziale è anche preventivo. Con le previsioni che arrivano dai metereologi, non c’è da scherzare. Il prefetto Michele Formiglio insieme al Questore Filippo Guglielmino che sono venuti a Casargo per rendersi conto di persona della situazione hanno già confermato lo stato di calamità naturale che oramai si è esteso a tutta la Regione. In diretta alle 14 dai nostri studi faremo il punto della situazione e ci co llegheremo con il paese colpito dal maltempo.

Casargo nel momento dell’alluvione, ieri sera intorno alle 20. Foto di Simona Pozzi