Lecco, 21 giugno. Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni Città di Lecco ha presentato oggi – venerdì 21 giugno – la terna finalista del premio che ‘andrà in pasto’ ai voraci lettori del territorio.

Francesca Diotallevi, Marco Lupo, Laura Pariani rispettivamente con “Dai tuoi occhi solamente”, “Hamburg: la sabbia del tempo scomparso”, “Il gioco di Santa Oca” saranno messi alla prova dalla “bella la logica della giuria popolare – ha detto Stefano Motta, componente della Giuria del Premio Manzoni 2019 – che ‘espone’ gli scrittori al giudizio tecnico che si fonde con il giudizio tecnico”.

NUMERI DI QUALITÀ
“La XV edizione del Premio – ha sottolineato Eugenio Milani, presidente dell’Associazione 50&Più Confcommercio Lecco – ha portato il progetto ad affermarsi a livello nazionale, e lo farà ancor di più anche quest’anno”. Sono 53 titoli giunti da 36 editori. “Questa è la crescita – ha ribadito infatti Motta della Giuria Tecnica -, in quantità, a cui corrisponde anche una crescita in qualità anche da parte di case editrici indipendenti che escono con un libro all’anno e lo inviano al Premio letterario”.

PRESENTATA LA TERNA FINALISTA DEL PREMIO LETTERARIO MANZONI 2019

LE STORIE DELLE PAROLE
L’elemento comune di romanzi ambientati in periodi molto diversi – bombardamenti nella Germania della seconda guerra mondiale, il seicento lombardo e l’attualità – è l’attenzione agli ultimi. Ai dimenticati della terra.

“Una clochard – spiega Gianluigi Daccò, componente della Giuria del Premio Manzoni 2019 – che racconta il vangelo del riscatto nel ‘600 attraverso la penna di Laura Pariani, mentre le dall’inchiostro di Hamburg di Lupo emerge l’umanità stravolta dei bombardati nell’inferno di fuoco delle bombe alleate. “Io fotografo tanto per cercare il mio posto nel mondo” questo scrisse su una delle poche foto sviluppate Vivian Maier, che morì senza sapere di essereuna grandissima fotografa. È dalle pagine di “Dai tuoi occhi solamente” di Diotallevi, che emerge l’umanità degli ultimi di New York fotografati da chi neppure sapeva di essere un’artista”.

QUALITÀ DEI NUMERI
Un premio letterario, quello dedicato a Manzoni, deve mettere al centro la scrittura, la buona scrittura.
“I libri della terna – tratteggia la situazione Stefano Motta – sono infatti libri scritti bene al ritmo della storia che raccontano: a click eidetici quello della Diotallevi, al ritmo lento del carretto e dei buoi quello di Pariani e infine con le immagini spaventose che coinvolgono e sconvolgono chi sta sotto le bombe l’”Hamburg” di Lupo”.

PRESENTATA LA TERNA FINALISTA DEL PREMIO LETTERARIO MANZONI 2019

LETTERATURA E TERRITORIO
“Fare cultura fa bene al territorio – ha sostenuto Peppino Ciresa, di Assocultura e Confcommercio -, esalta la buona scrittura e crea sinergie e buoni valori in città. Perché il premio porta in seno il nome di Lecco”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Simona Piazza, assessore alla Cultura del Comune di Lecco: “Il premio ha saputo ogni anno rinnovarsi – l’anno scorso con il romanzo del territorio e quest’anno con la graphic novel – e rendersi attrattivo nel contenuti e nei linguaggio. Un linguaggio che avvolge il territorio e lo rende meta del turismo culturale”.
Infatti alla graphic novel di Francesco Memo e Barbara Borlini “La vita che desideri” va il Premio speciale della Giuria.