Lecco, 6 giugno. Tutti conoscono i successi del  “Cavallino”, il marchio italiano più famoso nel mondo, specialmente per i successi in Formula 1. Molti però ignorano che il “cavallino rampante”, negli anni ’60 si cimentò nella massima formula di velocità in salita.

Lo strapotere della “Cavallina di Stoccarda”, la Porsche, fu infatti contrastato e sconfitto dai bolidi di Maranello. Il Campionato Europeo, con le mitiche salite Trento-Bondone, Friburgo-Shauinsland, Mont Ventoux, Gaisberg, fu dominato dalle piccole Porsche, Osca, Borgward fino al debutto della Ferrari 6 cilindri a V guidata da Lodovico Scarfiotti, il “re della montagna”, nipote del primo presidente della Fiat. Le sue capacità velocistiche sbaragliarono tutti i concorrenti nel 1962.

La Ferrari 212 riportò successi a raffica in ogni gara, dalla Ollion-Viars al Col de la Faucille, dal Monte Parnaso alla Fornovo-Monte Cassio oltre che alla leggendaria Trento-Bondone.

E’ indubbio che tale prova di forza fosse antesignana di ben altri innumerevoli successi che la Ferrari stava preparando per gli anni a venire nella massima formula agonistica, ma non va dimenticato che poi, negli anni  ‘80-’90 la marca modenese tornò a calcare vittoriosa anche altre salite e discese: quelle inaspettate dei rallye con la 308 gtb.