Lecco, 27 maggio. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Sono i quattro imperativi morali che ogni comunità dovrebbe rivolgere a chi chiede aiuto e tende la mano. Di questo si parlerà giovedì 30 maggio alle ore 20.45 all’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco. Il tema dell’incontro – promosso dall’Associazione volontari Caritas Lecco, Progetto Meticciare e Vostok Pictures –  infatti sarà la presentazione del documentario di Jurij Razza, che sarà sul palco, “Ad ogni costo” che racconta vite in cammino per un futuro migliore.
Queste sono anche quattro azioni che papa Francesco ha indicato nel suo Messaggio per la giornata mondiale del rifugiato, che si celebrerà il 20 giugno e del migrante che indetta per il 29 settembre. Il tema del messaggio è “Non si tratta solo di migranti”. Infatti, “su questa via – spiega Francesco -, ogni soggetto che non rientra nei canoni del benessere fisico, psichico e sociale diventa a rischio di emarginazione e di esclusione”.

“Ad ogni costo”
“Questo progetto – il documentario dal titolo “Ad ogni costo” che racconta le vicende umane di migrazione di donne e uomini transitati dal rifugio Caritas di Lecco – è nato proprio per la necessità di favorire il dialogo e l’intercultura”, spiega Jiurij Razza regista di Robbiate e autore del progetto.

'AD OGNI COSTO': UN DOCUMENTARIO CHE MOSTRA I VOLTI E I RACCONTI DELLE MIGRAZIONI
Davanti all’obiettivo della videocamera sono transitate – nel mese di marzo – 10 vite, 10 persone provenienti da tutto il mondo per raccontare le loro storie di persone costrette, per i motivi più vari, a migrare.

Il progetto del documentario sulle migrazioni

“A ogni costo, vite in cammino per un futuro migliore” è un documentario che ha avuto la fondamentale collaborazione – sottolinea il regista – di  Angela Missaglia e Martina Locatelli, due persone che svolgono il loro lavoro alla Caritas di Lecco con sincera passione ed grandi energie dedicate al prossimo; due persone senza le quali questo progetto non avrebbe potuto essere realizzato”.

“Potrebbe sembrare surreale, – continua Razza – in un mondo globalizzato e sempre più multiculturale, che ha accesso alle informazioni come mai prima d’ora, parlare oggi delle motivazioni che spingono le persone a lasciare le loro terre d’origine”.

La serata sarà l’occasione per raccontare quest’esperienza, ancora in fase di lavorazione, e dei prossimi passi che porteranno a completarla nei prossimi mesi. Un progetto fatto di volti, di storie e di umanità.

Migranti: il messaggio del Papa

“Il problema – afferma – è quando questi condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche – senza accorgercene – razzisti. E così la paura ci priva del desiderio e della capacità di incontrare l’altro, la persona diversa da me; mi priva di un’occasione di incontro col Signore”. Ecco perché, continua Francesco “non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure”. E a chi si fa schermo dell’identità cristiana, ricorda che “la fede si dimostra con le opere di carità verso gli ultimi, anche stranieri” e che per un cristiano è contraddittorio dire “prima io e il mio gruppo” perché nella logica di Cristo e del Vangelo “gli ultimi vengono prima”.