Lecco, 28 marzo. “Europa Siamo Noi” è il titolo del convegno organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio in collaborazione con il Comune di Lecco, il Polo Territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, le organizzazioni sindacali territoriali CGIL, CISL e UIL, API Lecco, Confcooperative dell’Adda e Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus.

QUI la nostra intervista in esclusiva all’assessore alla cultura Simona Piazza e al Presidente del CSV Monza Lecco Sondrio Filippo Viganò.

Il convegno, che troverà spazio nell’Aula Magna del Politecnico di Lecco venerdì 5 aprile a partire dalle 17, nasce dal desiderio di confrontarsi su cosa sia l’Europa oggi per i cittadini, conoscere e approfondire i processi dell’economia e della globalizzazione, dove le economie locali diventano sempre meno importanti e incisive e dove aumentano le disuguaglianze.
Istituzioni, associazioni di categoria, sindacati e soggetti del terzo settore sono chiamati quindi a formulare un pensiero collettivo condiviso e articolato a favore della crescita sociale, culturale ed economica dell’Europa.

Al centro del convegno la lectio magistralis di Enrico Letta, direttore della Scuola di Affari Internazionali Università – SciencesPo di Parigi e autore del libro “Ho imparato. In viaggio con i giovani sognando un’Italia mondiale”, volume dal quale trarrà spunti di riflessione sulle origini e sullo sviluppo dell’Unione Europea.

La lectio sarà seguita da una tavola rotonda, moderata da Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta: un dibattito e un confronto tra mondo produttivo, mondo del lavoro, dell’associazionismo, della formazione e della cultura, a cui prenderanno parte Corrado Alberto, presidente API Torino e componente della Giunta Confapi con competenza sull’nnovazione tecnologica, infrastrutture e Fondo Sociale Europeo, Vincenzo Costa, membro dell’esecutivo del Forum del Terzo Settore e Paola Gilardoni, segreteria CISL Lombardia per CGIL, CISL e UIL.

L’assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza
“Il convegno nasce dalla forte volontà di istituzioni e associazioni di confrontarsi su che cosa sia per noi oggi l’Europa e su cosa potrà rappresentare per i giovani di domani.
Cercheremo – continua Simona Piazza -, attraverso la riflessione di autorevoli attori del mondo economico e culturale del nostro paese, di ritessere il significato e il senso dell’identità europea, di comprendere insieme i fattori che hanno portato a un’Italia sempre più ripiegata su se stessa e quali possano essere le azioni in grado di rilanciare il ruolo del nostro paese all’interno di una nuova Europa, capace di affrontare le più grande sfide di oggi: l’immigrazione, il declino economico-culturale e la
sostenibilità ambientale. Ci interrogheremo soprattutto su quale possa essere il contributo non solo di istituzioni e associazioni, ma anche di ciascuno di noi, alla costruzione di questo nuovo percorso, che chiama anche a una consapevolezza rispetto alla propria identità di cittadini europei”.

Presidente del CSV Monza Lecco Sondrio Filippo Viganò

“In un periodo di disagio sociale ed economico, nonché di enormi pressioni sui bilanci governativi, il terzo settore e il volontariato rappresentano una risorsa unica per la risoluzione dei problemi sociali ed economici e l’impegno civico in Europa.
Il “pilastro europeo dei diritti sociali”, mira a creare nuovi e più efficaci diritti per i cittadini delineando azioni per dare pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, creare condizioni di lavoro eque, rendere effettive la protezione e l’inclusione
sociale.
In tutte le nazioni europee – ha affermato Viganò -, per declinare con efficacia questi diritti sociali, quando si tratta di
accesso ai diritti essenziali delle persone quali il lavoro, la salute, la tutela dei minori, la lotta contro la povertà, non è possibile dimenticare il ruolo fondamentale del terzo settore, quale robusto pilastro a sostegno del welfare di comunità ed in definitiva della democrazia. Stretto dentro nella morsa tra stato e mercato, negli ultimi anni, il posto riservato al terzo settore e alla sua capacità di produrre un’economia di tipo sociale e di relazione si è ovunque ridotto, soprattutto là dove appaiono evidenti politiche centralistiche e generatrici di crescenti pressioni burocratiche e fiscali.
Per un’Europa solidale occorrono politiche di sostegno alle persone che vivono in disagio socio-economico, che sviluppino ed organizzino gli attori del terzo settore in forme collaborative innovative ed intelligenti, valorizzandone le competenze, il ruolo, la partecipazione”.