Lecco, 18 marzo. Ritornano le Giornate Fai di primavera, l’occasione ghiotta per conoscere il territorio e soprattutto beni non sempre fruibili. Appuntamento sabato 23 e domenica 24 marzo.
La cittadina di Bellano sarà protagonista indiscussa di questo fine settimana. Bellano, come spiegano gli organizzatori, è un comune di oltre tremila abitanti. Il torrente Pioverna lo divide in due parti: la più antica, sede del porto vecchio e della chiesa prepositurale, e la più moderna dove si trova la stazione. Alle spalle del paes,e l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e da molti nuclei antichi e popolati. Attraversando via Manzoni, che taglia il centro storico del paese, si possono vedere numerosi portali, corti, androni d’antiche case patrizie, scale di pietra viva e stemmi araldici che rimandano alle origine settecentesche. Molto suggestivo anche il lungolago di Bellano.
Quindi Bellano sarà meta privilegiata per questa Giornata Fai.

Bellano vista da Biosio

Anzitutto con un itinerario nel centro storico della località lacustre in compagnia dello scrittore Andrea Vitali. Sabato dalle 10.30 e domenica dalle 14.30, infatti, avranno luogo le visite guidate. La prenotazione all’evento sarà possibile in loco e, per i soli iscritti al Fai, al banchetto collocato dinanzi al municipio.
Una chiesa tra le più interessanti nel ramo lecchese del Lario. Si tratta della prepositurale di Bellano, dedicata ai santi Nazaro e Celso. Anche questo edificio sarà interessato dalla Giornata Fai. La chiesa dei santi Nazaro e Celso è stata costruita dai Maestri Comacini nel XIV secolo. Sulla facciata marmorea coronata da archetti rampanti, fra l’alternarsi dei corsi chiari e scuri, spicca lo splendido rosone fregiato di ricchissime trine di terracotta, sopra un’edicola con un rilievo marmoreo di sant’Ambrogio. L’affresco strappato dalla lunetta soprastante la porta centrale è conservato all’interno della chiesa, dove è notevole l’ancona che illustra la vita di Giovanni Battista, opera di artista di grande scuola dei primi decenni del XVI secolo.
La visita alla chiesa sarà possibile sabato e domenica dalle 10 alle 17. Le visite saranno curate dai volontari Fai.
Nel percorso, anche la chiesa di santa Marta e l’oratorio della località Bonzeno che conserva un bellissimo crocefisso ligneo del XII secolo.
Giunti a Bellano, una visita obbligatoria è quella all’Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell’Orrido la località turistica più nota del Lario. La Cà del diavol evoca nell’immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Anche per l’Orrido, visite sabato e domenica dalle 10 alle 17.
Le Giornate di Primavera del Fai toccheranno anche il santuario della Madonna delle lacrime a Lezzeno. Il 6 agosto 1688 una Madonna Addolorata effigiata da un rilievo in gesso custodito in una cappelletta di Lezzeno avrebbe pianto. In suo onore, con l’approvazione dei vescovi di Milano e Corno e con l’interessamento del parroco di Bellano, Paolo Antonio Rubini, fu fondato nel 1690 un Santuario su progetto di Giovanni Battista Quadrio, ultimato nel 1704, di cui è ancora ben leggibile l’elegante struttura, con facciata mistilinea, campaniletto e interno dall’elegante e robusto tono classicista. Nel 1896 la chiesa fu elevata a santuario. Anche nel santuario di Lezzeno le visite saranno sabato e domenica dalle 10 alle 17.
Con l’occasione delle Giornate Fai sarà visitabile, domenica dalle 10 alle 17, lo studio del pittore Giancarlo Vitali (Bellano, 1929 – 2018) allestito nel centro di Bellano con sue opere e strumenti di lavoro. Giancarlo Vitali nacque a Bellano, sul Lago di Como, il 29 novembre 1929. Iniziò a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all’Istituto d’Arti grafiche di Bergamo. Nel 1983 Giovanni Testori, dopo aver visto per caso la riproduzione di un suo dipinto, gli fece visita. Da questo incontro scaturì un rapporto di reciproca stima e di amicizia. L’anno successivo Testori gli dedicò un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizzò a Milano quella che si può considerare la prima personale. Da quel momento il pittore ha esposto in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e cartelle di incisioni. Contributo suggerito a partire da 3 euro.
La delegazione lecchese del Fai, permetterà anche di ammirare due gioielli di Casatenovo. Il primo è la chiesa di santa Giustina. Situata nelle vicinanze di villa Lurani, costituisce, unitamente all’altra chiesa di Santa Margherita, uno dei più significativi edifici religiosi di rilevanza artistica primaria della Casatenovo antica. Voluta e costruita dai Casati in epoca anteriore al 1062, essa svolse la funzione di cappella signorile della famiglia stessa, il cui stemma si riscontra in una pietra scolpita, inserita all’interno del campanile, presumibilmente di epoca romanica. Degli affreschi di epoca rinascimentale che un tempo ornavano le pareti della chiesina resta ormai ben poco: si conservano gli affreschi delle pareti e della volta della Cappella Laicale, sulla sinistra dell’ingresso; di particolare rilevanza, la Madonna in trono con Bambino.
Le visite ai beni sono effettuate in gruppi, accompagnati dai volontari del FAI. Gli animali non sono ammessi.
Per informazioni è possibile visitare il sito www.fondoambiente.it