Lecco, 12 marzo. Dal mese di settembre, Greta Thunberg, quindicenne svedese, ogni venerdì si siede fuori dal palazzo del Parlamento svedese come segno di protesta contro la mancata attenzione dei “potenti” riguardo la situazione ambientale e climatica del nostro pianeta. Un’azione semplice e non violenta che ha dato vita ad un vero e proprio movimento globale di giovani che, prendendo spunto da Greta, si stanno mobilitando con scioperi e manifestazioni per mandare un messaggio chiaro ai leader mondiali: State mettendo in gioco il nostro futuro con la vostra inattività e noi ci faremo sentire fino a quando non agirete”.

Fridays for Future (Venerdì per il Futuro), così sono stati ribattezzati gli scioperi portati avanti dagli studenti di ormai tanti paesi del mondo che culmineranno in quello globale del 15 marzo.

Oltre 40 paesi vi aderiranno tra cui l’Italia e nel suo piccolo anche Lecco. Un gruppo di studenti ha infatti dato vita da qualche settimana ad un movimento che parte proprio dal progetto dei Fridays for Future e venerdì 15 marzo alle ore 21 davanti al Municipio è previsto un momento di protesta per sensibilizzare sui cambiamenti climatici.

L’Assessore all’Ambiente e ai Trasporti di Lecco Alessio Dossi ha incontrato alcuni di questi studenti e si è detto concorde sull’urgenza di prendere in mano il futuro del pianeta, dando risposte concrete a noi stessi e a tutta questa generazione di ragazzi che lotta e che cresce come un fiume in piena.

Ecco le parole di Dossi:

“In questi giorni ho avuto l’occasione di ricevere alcuni giovani del territorio lecchese. Mi hanno chiesto di parlarci ed incontrarci, anche dopo che hanno assistito alla lezione tenuta dal meteorologo Luca Mercalli sul cambiamento climatico organizzata dal Comune di Lecco. Dopo quel giorno si sono messi in moto per dare vita al movimento territoriale dei Fridays For Future, che culminerà nelle manifestazioni globali per il clima di Venerdì 15 Marzo sulla scia di quanto fatto da Greta Thunberg. Questa giovane attivista svedese da mesi cerca di sensibilizzare la politica e i propri concittadini sulla fondamentale questione del riscaldamento globale manifestando tutti i Venerdì di fronte al Parlamento svedese.

La terra ha la febbre e questo, abbiamo dati scientifici inconfutabili, è dovuto all’attività umana e in particolare al rilascio di gas serra come la CO2 nell’ambiente. Gli effetti, anche senza voler essere catastrofisti, sono e potrebbero essere decisamente gravi. Includono ricadute meteorologiche imprevedibili, scioglimento dei ghiacciai e conseguente innalzamento del livello dei mari, in grado di sommergere specifiche zone costiere e costringere i loro abitanti all’abbandono. Includono la desertificazione, già in atto, di intere aree geografiche (come la Siria) con le inevitabili ricadute e tensioni sociali per l’approvvigionamento idrico. A questi seguono evidentemente gli effetti sulla dimensione agricola e poi sulla dimensione migratoria, la quale – non dimentichiamolo – annovera tra le sue cause la concreta difficoltà di vivere in luoghi divenuti inospitali o con scarsità di risorse e condizioni fondamentali per la vita. La crisi climatica dunque non è solo una crisi ambientale, questo deve essere chiaro.

In questi giorni però ho incontrato ragazzi giovani, di 17, 18 o 19 anni che stanno davvero cercando di costruirsi un futuro all’interno di un mondo che troppo a lungo ha relegato il rispetto per la nostra casa comune a qualcosa di marginale e secondario, come se altre cose avessero oggettivamente una priorità superiore. Come se, in fondo, potessimo realmente fare a meno di quel substrato che sorregge tutto che è il nostro pianeta; di quell’impalcatura, senza la quale, tutto ciò che quotidianamente ci turba nelle nostre attività quotidiane, nemmeno esisterebbe.

Nei ragazzi incontrati a Lecco, che saranno decine di migliaia il 15 Marzo in tutta Italia e che faranno sentire la loro voce, ho avuto finalmente la sensazione di una generazione che vuole prendere in mano il proprio futuro. Ho visto la voglia di capire e comprendere cosa sta succedendo per intervenire e cambiare la rotta. In tempo. Speriamo.

Come Comune di Lecco stiamo dando una svolta importante, che passa dall’adesione al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia di cui Lecco fa parte. Questa adesione, tutt’altro che formale, vive di diverse misure che stiamo prendendo: gli incentivi alla mobilità elettrica, la nascita dello sportello “Energia” comunale che partirà a breve, la recente sensibilizzazione di scuole e cittadinanza rispettivamente con il progetto “22 alberi” e con la presenza del meteorologo Luca Mercalli in città nell’evento “Lecco cambia il clima”. Puntando poi per il futuro ulteriormente alla riduzione della produzione di rifiuti, al miglioramento della rete di mobilità dolce e allo sviluppo di un distretto di economia civile. Questo solo per citare alcune misure che possano rendere Lecco una città che sappia inserirsi in un percorso in grado di rispondere alle richieste di questi cittadini più giovani.

Ora dobbiamo sostenerli senza strumentalizzarli e dobbiamo lavorare con rapidità per loro e con loro, assumendoci responsabilità importanti. Ce lo chiedono e sono tantissimi.

A loro va il mio augurio e il mio supporto perché riescano a far sentire la loro voce in maniera costruttiva, rispettosa, ma decisa, perché ne abbiamo davvero bisogno!”