Lecco, 11 marzo. Leggermente, la manifestazione organizzata da Assocultura Confcommercio Lecco per valorizzare i libri e la lettura, è ai nastri di partenza. Quest’anno si svolgerà dal 18 al 24 marzo e richiamerà scrittori e pensatori del calibro di Umberto Galimberti, Paolo Rumiz, Pier Aldo Rovatti e Gustavo Pietropolli Charmet.

Leggermente anche quest’anno guarderà ai ragazzi e quindi al futuro con la sua “mission” educativa ed etica che si pone l’obiettivo di stimolarli ad un’esperienza, quella della lettura, capace forse più di ogni altra di formare e arricchire la loro personalità.

Secondo gli organizzatori e i membri del Comitato Scientifico, infatti, niente meglio dei libri – con i quali non si può che instaurare una relazione “a due” – può fornire ai giovani e non solo gli strumenti necessari a conoscere e comprendere a fondo la realtà: è proprio in quest’ottica che, anche quest’anno, la manifestazione pone grande rilevanza al ruolo delle scuole, con numerosi istituti protagonisti – oltre che degli incontri veri e propri – anche di percorsi di alternanza finalizzati alla stessa organizzazione della settimana su diversi fronti, dall’informatica alla grafica, dalla preparazione all’accoglienza. Il logo della decima edizione, per esempio, è stato disegnato da Sara Matteri, alunna dell’Istituto di Grafica, Moda e Design.

GLI APPUNTAMENTI

Lunedì 18:
Ore 17.00.
Forum “All’ombra dei ciliegi giapponesi. Gorizia 1961” di Antonio Slavich.
Nel marzo 1962 il giovane Antonio Slavich entra in servizio presso l’Ospedale psichiatrico di Gorizia, ultimo avamposto italiano prima della Cortina di Ferro. Lo ha chiamato il neodirettore Franco Basaglia, che in un ambiente nettamente ostile e in un mondo di sofferenza, violenza e annientamento, ha voluto a fianco a sé il suo unico allievo.
Il racconto autobiografico, che Slavich ci ha lasciato, contiene le emozioni, la scoperta e la testimonianza di un’origine assoluta. È il momento in cui si aprono le porte, gli internati, “costretti” a una nascente cittadinanza, sono invitati a esprimere il loro parere, il loro assenso, il loro rifiuto. L’“assemblea goriziana” diventa il cuore e l’anima di un movimento destinato a sconvolgere il mondo.

Martedì 19
:
Ore 21
L’adolescenza; in gioco un sè fragile alla ricerca di ammirazione con Gustavo Pietropolli Charmet, psicanalista.
direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza dell’Ospedale Manzoni di Lecco. Pietropolli Charmet – già primario in diversi ospedali psichiatrici e docente di Psicologia dinamica all’Università Statale di Milano e all’Università di Milano Bicocca, fondatore nel 1985, con l’appoggio di Franco Fornari e di altri soci, dell’Istituto Minotauro di cui è stato presidente fino al 2011, e autore di numerosi saggi sull’adolescenza – approfondirà in particolare i temi legati al desiderio più profondo dei ragazzi – ma sempre di più anche degli adulti – di suscitare ammirazione. “Alla caduta dell’etica condivisa ha corrisposto l’enfasi sull’estetica, sul potere della seduzione, sull’esibizione spudorata di doti spesso inesistenti – ha spiegato Charmet – Ecco perché oggi la paura di essere inadeguati, di non essere all’altezza delle aspettative, di non essere desiderabili, è divenuta la causa più diffusa di sofferenza mentale”.

Mercoledì 20:

Ore 18

Il gioco nel mondo animale di Roberto Marchesin.

Ore 21

Il gioco nell’infanzia con Anna Oliverio Ferraris, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo. Il gioco è libertà. Dunque è molto importante che nell’infanzia ci sia spazio per questa esperienza. Perché sei i bambini non la fanno, è più difficile per loro crescere come cittadini liberi.

Giovedì 21
:
Ore 16
I giochi via rete: potenzialità e rischi di l’ingegnere e formatore Giorgio Capellani.
Ore 18
Rimettersi in gioco: contro l’ossessione di vincere e il dominio dell’etica della prestazione, con il filosofo Pier Aldo Rovatti. Nato a Modena il 19 aprile 1942, ha compiuto i suoi studi a Milano, laureandosi nel 1966 all’Università Statale in Filosofia teoretica con una tesi sul pensiero di Alfred North Withehead – relatore Enzo Paci, correlatore Ludovico Geymonat -. A partire dal 1983 ha lavorato attorno all’ipotesi filosofica del “pensiero debole”, partecipando a numerosi convegni in Italia e tenendo anche seminari e corsi di lezioni a Parigi, Barcellona e Santiago de Compostela. Negli ultimi anni ha lavorato in stretto contatto con diversi gruppi di psicanalisti e ha tenuto rapporti di scambio e collaborazione, particolarmente ravvicinati, con Jacques Derrida.

Venerdì 22
:
Ore 17

La finestra di Leonardo di Mauro Novelli.

Ore 18.30

Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi.

Ore 21

Il filo infinito di Paolo Rumiz. Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede. Con l’efficacia di una formula: ora et labora. Lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. Ondate violente, spietate, pagane. Li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell’esempio. Salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all’abbandono. Costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione.
Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico fino alle sponde del Danubio. Luoghi più forti delle invasioni e delle guerre.

 

Sabato 23:

Ore 15

La formatività del gioco: il ruolo della scuola, le buone pratiche dalla scuola con la pedagogista Francesca Antonacci.

Ore 18

Fedeltà di Franco Missiroli.

 

Domenica 24:

Ore 10

La politica solo gioco di potere? del politologo e docente dell’Università Statale di Milano Alberto Martinelli.

Ore 16

La relazione con l’Altro oggi. Un gioco a somma zero? con la filosofa e storica dell’Università di Bologna Valeria Babini.

Ore 18.30

I giovani in gioco nel contesto attuale: consapevolezza di potenzialità e limiti nella costruzione del proprio futuro con il filosofo, sociologo e psicanalista Umberto Galimberti. Ha collaborato settimanalmente con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, anno in cui inizia la collaborazione, a tutt’oggi attiva, con La Repubblica sia con editoriali su temi d’attualità che con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D, La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale de La Repubblica.
Nel 2002 gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicanalisi”, e, nel 2011, il Premio Ignazio Silone per la cultura.