Lecco, 1 febbraio. Presentato a Lecco il progetto “Come l’Okapi” proposto da Ong, enti pubblici, realtà del terzo settore e associazioni di migranti.

Ma che os’è l’Okapi? “Tutto è nato dal libro ‘E tu chi sei? L’Okapi’ di Dino Ticli – ha detto Manuela Pursumal del Coordinamento Settore Scuola, Associazione Coe -. L’Okapi è un misterioso animale della Repubblica Democratica del Congo, una sorta di incrocio tra una zebra, una giraffa e un cavallo. L’abbiamo preso come simbolo di armonica coesistenza tra diverse culture”.

Il capofila è il Celim e il progetto è attivo su tutto il territorio lombardo, per quanto riguarda il lecchese è coordinato dall’Associazione Coe col supporto del comune di Lecco. Il progetto, avviato nell’anno scolastico 2018/2019 in tutte le 12 province lombarde, coinvolge circa 17.600 ragazze e ragazzi tra i 6 e i 25 anni e 1.050 educatori e insegnanti delle scuole e dei centri di aggregazione.

Le scuole lecchesi coinvolte. A Lecco sono coinvolte diverse classi: per il comprensivo Lecco1 partecipano 14 classi delle elementari e 6 delle medie; per Lecco2 2 classi delle elementari e 9 delle medie; per Lecco3 7 classi delle medie. A queste si aggiungono gli istituti superiori: una classe del Bertacchi e una del Manzoni.

Gli obbiettivi del progetto “Come l’Okapi”. “L’obbiettivo è entrare nelle scuole, non in modalità spot, con il tema delle differenze interculturali attraverso un percorso che deve far conoscere agli studenti caratteristiche culturali di altri paesi – ha detto Pursumal -. Poi, con il comune e le associazioni del territorio, vogliamo promuovere una rete locale sul tema dell’inclusione. E ciò si concretizzerà anche attraverso alcuni eventi”.

L’assessore alla Cultura Simona Piazza ha svelato la realizzazione, attraverso il progetto “Avere cura del bene comune”, di un’opera di street art: “Il tema per il 2019 è integrazione, accoglienza e uno sguardo sull’altro – ha detto -. Il progetto ‘Come l’Okapi’ guarda all’inclusione e noi cerchiamo di integrare i desideri dei giovani con i bisogni della città”.

Grazie al Servizio Giovani e ad alcuni artisti, il sottopasso che porta sul lungolago nei pressi di via Sauro sarà arricchito con un’opera di street art: “Un sottopasso che simbolicamente unisce la città al lago – ha detto Simona Piazza -. Ora i ragazzi dell’Espe lo stanno riqualificando per permettere ad altri ragazzi di realizzare un progetto artistico”.

La presentazione si è conclusa con la proiezione del cortometraggio “A Place for Myself (Un posto per me)” di Marie Clémentine Dusabejambo (Ruanda, 2016 – 21′).