Lecco, 27 gennaio. Serata doppia per il Panathlon club Lecco, che ha aperto la nuova stagione con la relazione del presidente Riccardo Benedetti. Il 2018 è stato un anno speciale – ha detto Benedetti – in cui il consiglio ha cercato di onorare al meglio la ricorrenza del cinquantesimo di fondazione. Sono stati dodici mesi intensissimi, conclusisi con la consegna dei premi Panathlon e la chiusura del cinquantesimo”.

Il via alla serata è stato dato da due campioni del trial: il mitico Fulvio “Teto” Adamoli (campione italiano1978 e primo azzurro a conquistare punti del mondiale della disciplina nel ‘77) e Matteo Grattarola che nella storia di questo sport è il pilota più vincente con i suoi 9 titoli tricolori nella massima categoria, 3 titoli europei e un titolo mondiale arrivato proprio nella scorsa stagione. Stagione nella quale il pilota di Margno ha realizzato un irripetibile poker mondiale, europeo e due tricolori, senza dimenticare la sua imbattibilità da 34 gran premi. Stagione trionfale quindi, per il poliziotto valsassinese che il Panathlon Lecco ha voluto suggellare con la consegna ufficiale del Premio Panathlon 2018.

Il “Gratta” ha ripercorso tutta la sua carriera di motociclista sin da quando il compianto Gianvittorio Malugani, pioniere del trial ed eccellente sciatore, gli regalò la prima moto. Ma anche la velocità ha strizzato l’occhio a Grattarola, quando alla proposta di trasferirsi in Spagna per il campionato velocità iberico, facendo qualche decimo di secondo, rispetto a un certo Dani Pedrosa, rispose di no. Fu quella proposta a fargli infatti compiere la scelta della vita: non se la sentiva, il pilota valsassinese, di passare due anni lontano da casa e quindi, aiutato anche dalla sua famiglia, decise di dedicarsi al trial.

Matteo Grattarola oggi è un campione nel pieno della sua maturità, agonistica e personale, consapevole della propria forza e pienamente soddisfatto di quella scelta che forse gli avrebbe permesso di guadagnare di più ma che racchiudeva in sé troppe incognite per un ragazzino che comunque aveva deciso che il motociclismo sarebbe stato il suo futuro la sua vita.

Accanto a lui spiccava, e non solo per l’altezza, un vero e proprio mito del trial italiano, il premanese Fulvio Adamoli. Con la consueta simpatia e amabilità ha risposto alle domande e alla curiosità dei soci, raccontando un mondo molto lontano da quello odierno e non solo per le differenze molto evidenti dei mezzi meccanici. Grattarola si è presentato con la sua Honda Montesa 4RT, mentre Fulvio Adamoli ha portato Montesa 247, un gioiello che lo stesso pilota conserva e accudisce con cura maniacale nella sua officina di Premana.