Lecco, 25 gennaio. Ventun medaglie d’onore sono state consegnate questa mattina in Camera di Commercio nella celebrazione organizzata dalla Prefettura di Lecco per la Giornata della Memoria. La tradizionale cerimonia che ricorda l’orrore della Shoah e della deportazione ha visto consegnare un riconoscimento al reduce Giuliano Maglia di Esino e alle famiglie di 20 altre persone internate nei campi di lavoro e concentramento.

Giuliano Maglia, classe 1922, era stato fatto prigioniero mentre si trovava in Albania dopo l’armistizio. Deportato, riuscì a rientare in Italia nel settembre del 1945.

Giuliano Maglia
Giuliano Maglia con sua Eccellenza il Prefetto Liliana Baccari

Questi gli insigniti: Luigi Anghileri di Lecco, Giovanni Arrigoni di Barzio, Livio Arrigoni di Barzio, Natale Arrigoni di Barzio, Ambrogio Artusi di Primaluna, Mauro Luigi Benedetti di Cortenova, Giuseppe Camozzini di Barzio, Angelo Canepari di Barzio, Aldo Casiraghi di Casatenovo, Giovanni Combi di Barzio, Marco Crimella di Valmadrera, Carlo Gianola di Premana, Rinaldi Gianola di Premana, Francesco Invernizzi di Cremeno, Rosario La Rocca di Barzanò, Luigi Moneta di Barzio, Ernesto Paroli di Primaluna, Federico Paroli di Barzio, Calimero Platti di Barzio, Lorenzo Ticozzelli di Pasturo, Giuliano Maglia di Esino Lario.

«La presenza di tanti studenti quest’oggi – ha sottolineato il Prefetto Liliana Baccari – serve proprio a rimarcare ancora di più il significato di quella giornata, per non perdere il ricordo di quell’orrore e di quel periodo. Un giorno per ricordare la Shoah, le leggi razziale, le persecuzioni degli ebrei che ci sono state anche in Italia, le deportazioni e chi a rischio della propria vita ha protetto i perseguitati. In Italia abbiamo avuto leggi razziali del 1938, il manifesto sulla razza, schedature, la deportazione nei campi di lavoro che favorirono l’opera di sterminio delle SS».

Una giornata che ci impegna tutti nel portare avanti la memoria: «Ricordiamo Auschwitz, un’industria di morte, massacro e orrore che ha portato allo sterminio senza remore di 6 milioni di individui inermi, cosa possibile solo se si nega la loro natura umana. Nostro dovere – ha sottolineato il Prefetto – è studiare, ricordare, comprendere, riflettere per evitare che succeda di nuovo. La Costituzione è l’antitesi più netta al fascismo, un baluardo affinché questo non possa più accadere. La Giornata della Memoria è momento per commemorare le vittime, ma ci impegna anche a contrastare oggi ogni seme e accenno di derive che facciano temere ripetizioni di quanto accaduto o l’oblio».

A ricostruire storicamente l’immane tragedia dell’Olocausto e delle persecuzioni razziali anche in Italia, il professor Andrea Bienati: «Oltre allo sterminio degli ebrei ricordiamo anche i 600mila militari italiani internati, finiti in campo di concentramento nazisti perché avevano rifiutato di combattere con i tedeschi per la repubblica di Salò. È molto importante analizzare l’uso delle parole: Lager significa magazzino, le persone venivano chiamati con un termine tedesco che significa “pezzo”, per questo venivano numerati e trattati come oggetti».

«Bisogna poi rifelttere – ha evidenziato il professore Bienati – sulla via italiana alla Shoah e alla deportazione: a fine guerra ci saranno 215 campi di concentramento aperti nel nostro Paese. L’antisemitismo inizialmente non era previsto dal partito fascista, a differenza del nazismo. La situazione cambia con le leggi razziali. Dobbiamo ricordare chi si oppose, dobbiamo riflettere sull’indifferenza delle persone comuni, dei molti che hanno lasciato fare. La stessa nostra indifferenza verso genocidi che continuano ad avvenire nel mondo ma non ci toccano da vicino. Dobbiamo fare i conti con la Memoria».