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BRIVIO SUL DECRETO SICUREZZA: “SI CONTESTI PER VIA GIURIDICA, NON CON LA TRASGRESSIONE”

Lecco, 3 gennaio. “Prendiamo atto che alcuni sindaci in questi giorni hanno messo in campo delle azioni per contestare apertamente le norme previste dal Decreto Sicurezza, tuttavia non possiamo che ribadire come l’opposizione ai contenuti di un provvedimento normativo può avvenire per via giuridica e non tramite la trasgressione degli obblighi di legge. Come Anci Lombardia parteciperemo alla imminente riunione della commissione nazionale Anci sull’immigrazione, che rappresenta il luogo appropriato dove valutare le conseguenze concrete del decreto e per condividere una linea comune tra tutti i sindaci da presentare al tavolo di confronto in sede ministeriale proposto dal Presidente Antonio Decaro, dove auspichiamo che la vicenda possa trovare una soluzione”.

Con queste parole, il sindaco di Lecco e presidente di Anci Lombardia, Virginio Brivio, ha espresso la propria opinione a proposito delle contestazioni degli ultimi giorni al Decreto Sicurezza, promosso dalla Lega.
Sono molti i sindaci italiani che stanno manifestando il proprio disappunto tramite azioni forti, di protesta, che si concretizzano tramite la mancata applicazione della legge nei propri comuni. Oltre al caso più recente di Orlando, anche Luigi De Magistris di Napoli, Giuseppe Falcomatà di Reggio Calabria, Dario Nardella di Firenze, Federico Pizzarotti di Parma, Antonio Decaro di Bari; sinistra, ma anche centro destra, che si ribella al governo giallo-verde. Tutti politici che vantano ragione da vendere, ma che, secondo Brivio, reagiscono nel modo sbagliato.

Il primo cittadino è d’accordo nel dire che il Decreto Sicurezza resta pur sempre una legge della Repubblica, che quindi non può essere sospesa per mera protesta nei confronti di un governo.
Il primo passo fatto dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si rivela certamente nel pieno della legalità: una lettera inviata al dirigente comunale preposto, tramite la quale il sindaco chiede di approfondire i problemi giuridici derivanti dall’applicazione del decreto sicurezza.
Purtroppo la mora della verifica richiesta non autorizza Orlando a sospendere l’applicazione della legge a livello comunale.

“Bisogna rimanere sul terreno politico e indirizzare la protesta in modo razionale e corretto, fuori da tentazioni diversamente populistiche”, come scritto nell’articolo de Il domani d’Italia, con cui il primo cittadino lecchese concorda.
Ciò che Lecco ritiene più opportuno è dunque una lotta democratica a ciò che non si reputa corretto o sul quale si vuole vedere chiaro, evitando di incorrere in strategie che ledono la democrazia e la repubblica, anziché riconoscerle.

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