Lecco,12 dicembre. L’odissea che ieri hanno vissuto i pendolari Trenord, in particolare sulla tratta Milano-Tirano, è stata un colpo alla Nino Benvenuti degli anni ‘60, alla pazienza e alla resistenza dei viaggiatori.

La giornata di ieri ha avuto all’alba una causa ben precisa, ovvero il prolungarsi dei lavori di manutenzione e la ritardata attivazione della linea da parte di RFI tra le stazioni di Lecco e Colico. La situazione, è degenerata immediatamente portando il treno 2553 – Sondrio 05:32 – Milano Centrale delle 07:38 – a viaggiare con 140 minuti di ritardo.

I ritardi sono andati via via decrescendo, anche se sono state registrate da parte di Trenord: la cancellazione di alcuni treni e la gestione del traffico su rotaia che non ha mai ripreso la sua regolarità, facendo registrare treni cancellati anche dopo le 19 e ritardi sopra i 35 minuti in serata.

Uno dei difetti principali del gestore della linea, la compagnia Trenord, è la mancanza di comunicazioni, tanto video, sui tabelloni luminosi, quanto audio, mediante gli altoparlanti. Ma anche attraverso le applicazioni che spesso riportano informazioni contraddittorie rispetto al poco detto ai megafoni. Insomma, un disastro logistico che ieri ha avuto solo un’eclatante esibizione ma che in realtà peggiora giorno dopo giorno, anziché migliorare, come dimostra il bonus continuo a cui sono soggetti gli abbonati della tratta Milano-Lecco-Tirano.

“Un bonus che non ‘gratifica’ gli utenti che oltre a raggiungere in ritardo, anche di ore, i rispettivi luoghi di lavoro e di studio, creano forti situazioni di stress, mettendo anche a repentaglio una porzione di tempo fondamentale per le persone e le famiglie: il tempo per il riposo, il relax, il tempo con i cari, il tempo per lo sport, per le attività culturali e sociali”. Queste le Parole del sindaco di Osnago, Paolo Brivio, anche lui ieri vittima del trasporto pubblico che ha evidenziato come il peggioramento repentino e sempre più evidente del servizio non ha scusanti economiche: “In 5 anni –continua il sindaco – i comuni hanno subito tagli per 300.000 euro per la gestione dei servizi pubblici, dalle biblioteche fino ai trasporti locali, impegnandosi a garantire lo stesso servizio per qualità e per quantità di mezzi, rispetto al capitolo trasporti. Il contratto che Trenord ha stipulato con la regione è fisso, se non crescente, e questo non spiega la decrescente qualità del servizio, e non chiarisce anche il nuovo orario con tagli alle corse”.

Tutta colpa di Trenord? Assolutamente no: la triade di responsabili, oltre che nella compagnia di Trenord, è da individuare in RFI, che zavorra verso il basso la qualità del trasporto con continui problemi sulle linee e tempi dilatati per gli interventi, tanto straordinari quanto di routine e di manutenzione, e nella Regione Lombardia.

Il consiglio regionale e la giunta lombarda infatti hanno le seguenti colpe e negligenze: la prima ce l’ha raccontata sempre il sindaco Paolo Brivio: “Circa un anno fa 25 sindaci del meratese e del casatese hanno scritto alla regione per avere risposta sui costanti disagi dei cittadini che rappresentano”. Risposta che non è mai arrivata, nonostante si trattasse di cariche istituzionali e non di ‘semplici’ pendolari stanchi dei disagi.

Parlavamo delle responsabilità politiche e della cattiva gestione dei trasporti su rotaia: l’8 novembre scorso, il nuovo amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, ha dichiarato che questo stato di emergenza durerà almeno altri due anni, fino al 2020 – anno della scadenza del contratto che la Regione ha con Trenord. 

“Ora è tutto chiaro – commenta Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd parlando della situazione drammatica che vivono i pendolari, dal taglio dei treni in vigore del 9 dicembre e del fatto che Regione Lombardia ha rinnovato di default il contratto a Trenord fino al 2026 senza una gara d’appalto europea che coinvolgesse altre compagnie per la gestione di tratte e porzioni specifiche. Un piano per venirne fuori non esiste, perché ci sono problemi con i treni, che sono in buona parte vecchi e inaffidabili, con il personale che manca e con infrastrutture insufficienti e ormai sature. Questo comporta penali e bonus milionari, ma ha anche un costo indiretto sull’economia lombarda”.

La situazione insostenibile ha portato i Giovani Democratici Lombardia mobilitarsi nella giornata di giovedì13 dicembre, contro le politiche di Regione Lombardia sul trasporto ferroviario.

Tornando alla situazione specifica del lecchese, giusto nella serata di lunedì, in Consiglio Comunale a Lecco, Filippo Boscagli aveva chiesto al Comune di attivarsi con la Regione per superare i disagi dei pendolari e in particolare per chiedere modifiche al nuovo orario invernale che sopprimeva l’ultimo treno da Milano per Lecco delle 23.50.

A seguito di quest’analisi, la riflessione che ci sentiamo di fare è la seguente: quanto tempo passerà prima che la politica, RegioneLombardia, la gestione tecnica, RFI, e l’organizzazione logistica, Trenord, vengano spinti dalla società civile, dai pendolari, dagli studenti, dai lavoratori, ma anche dalle aziende di questi ultimi – che perdono denaro e risorse per via dei continui ritardi dei loro dipendenti – le scuole e le università, mettano dinnanzi queste tre realtà allo stato dei fatti, al fine di ottenere un solo risultato. Quello che ognuno dei tre ingranaggi faccia, rispettando il suo ruolo, ‘buona pratica’ offrendo un servizio, e non un disagio, pubblico.