Attualità

IN ITALIA SCOPPIANO LE CARCERI

Lecco, 4 dicembre. I reati sono sempre meno ma nelle carceri si è abbattuta di nuovo la soglia delle 60mila presenze. Non accadeva dal 2013, quando la sentenza della Corte europea condannò l’Italia perché stipava i detenuti violando il principio della dignità umana e le impose di varare provvedimenti urgenti contro il sovraffollamento.

Tanti reclusi piegati sulla loro ombra in cella hanno ottenuto risarcimenti dallo Stato in nome della battaglia vinta da quell’uomo che scontò la pena in due metri quadri.

Ora ci risiamo. Le statistiche mensili del Ministero della Giustizia ci informano che il 30 novembre in gabbia si contavano 60.002 persone contro una capienza regolamentare (9 metri per singolo detenuto) di 50.583. Gli stranieri sono circa un terzo. Un’altra volta negli ultimi tre decenni era stata superata la soglia, e sempre in un momento in cui scoppiavano le prigioni. Era alla vigilia dell’ultimo provvedimento di indulto, nel 2006, che concesse uno sconto di tre anni per i reati commessi entro il maggio di quell’anno. Eppure se si guardano i tassi di criminalità delle singole tipologie di reato, con qualche eccezione come la violenza sessuale che però ora si denuncia di più, sono tutti diminuiti.
Nella casa circondariale di Lecco, l’associazione ‘Antigone’ riporta che i detenuti sono 61, tutti uomini. Il tasso di affollamento rilevato da ‘Antigone’ è del 112,9%.

affollamento-carcere

E allora la spiegazione non può che essere una: si arresta di più. Anche perché, forse, c’è un controllo sul territorio molto più forte determinato anche dagli allarmi sicurezza che però non trovano riscontro nelle statistiche sul numero dei reati. Numeri che è necessario far conoscere all’opinione pubblica perché abbia meno paure.

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