Arte e cultura

chiara frugoni

A LECCO, CHIARA FRUGONI RACCONTA IL RAPPORTO UOMO-ANIMALE NEL MEDIOEVO

Lecco, 4 dicembre. Questa sera alle ore 18, la libreria IBS+Libraccio in via Cavour ha ospitato Chiara Frugoni, la storica italiana di fama internazionale, specialista del Medioevo e di storia della Chiesa.
Chiara Frugoni è un’intellettuale ‘militante’, è un’attivista della storia e della ricerca dell’epoca ‘di mezzo’. Non solo Jacques Le Goff la definì, morendo con il suo libro su San Francesco d’Assisi, sulla scrivania, “la più grande medievista vivente”. Pur essendo uscita prestissimo dai circuiti dell’accademia perché – il perché lo dice lei stessa in modo chiaro, anche senza l’ausilio del microfono – “corrotta e sterile”.

Il tema della serata è quello degli animali: unicorni, draghi, grifoni, una folla di creature surreali e favolose, ma anche molto concrete e temute, popola la vita degli uomini intorno al 1000 e fino al Rinascimento.
E gli uomini: Santi padri del deserto, monaci, autorevoli predicatori assicuravano che la terra fosse gremita di bestie feroci, nonché di esseri mostruosi e ibridi. E poiché alle bestie si guardava alla luce della Creazione, ecco sorgere alcuni interrogativi fondamentali. Un uomo con la testa di cane doveva essere battezzato? Poteva Dio aver creato qualcosa di tanto orrido?
La professoressa Frugoni ha dato tutte queste risposte nel suo libro, sia nella serata odierna.

chiara frugoni 1

Nel Medioevo si sapeva di vivere ormai in un paradiso perduto. Così come perduto per sempre, dopo la trasgressione dei progenitori, era il meraviglioso rapporto di subordinazione che gli animali avevano intrattenuto con gli uomini. Questi ultimi non disponevano di armi efficaci per affrontare lupi, orsi e cinghiali, e ancor meno leoni, tigri e pantere, caso mai li avessero incontrati. Li soccorreva però una fervida fantasia, grazie alla quale venivano a patti con la paura. “Tant’è vero che esiste un documento giuridico dove ritroviamo per intero un processo ad terribile cinghiale, spauracchio delle campagne e dei boschi medievali”.

Dispiegate in arazzi, miniature, mosaici, sculture, dipinti, enciclopedie figurate, raccolte di mirabilia, Chiara Frugoni ha raccontato le mille facce della storia di una relazione secolare, simbolica quanto reale, tra gli uomini e gli animali. Con un corredo di immagini che rende vivo, palpitante e nostro quel tempo lontano.

Nel medioevo, è questo l’obiettivo della ricerca della professoressa Frugoni, si pensava esistessero molte più creature di quante ne conosciamo oggi. E le prove erano moltissime e dovunque: nella Bibbia, così come nei salmi si trova spesso il riferimento agli unicorni.
Un’altra categoria di creature sono quelle che uniscono parti umane a parti animali, come i centauri o i satiri. E ancora una volta sono le scritture, a raccontare, a testimoniare e a ‘provare’ l’esistenza di queste creature, che, come nel caso dei cinocefali, uomini con la testa da cane, Sant’Antonio Abate dice ad un discepolo, che può essere battezzato, se incontrato per strada.

“Nell’iconografia cristiana l’unicorno è spesso, dal ‘200 in avanti, presente in arazzi e icone in grembo alla Madonna – racconta la storica Chiara Frugoni, mostrando molti documenti e fonti – perché la creatura era simbolo della verginità, perché secondo la mitologia medievale, veniva attirato proprio da essa. La prova provata dell’esistenza degli unicorni sono i corni del narvalo che venivano commerciati e ‘presentati’ come propri di un unicorno dai mercanti che frequentano l’oceano”.
Questi animali alimentavano miti e mitologie, come quella riportata in un arazzo spagnolo del ‘300, per cui l’unicorno depurasse l’acqua.

cinocefali

“Nella Bibbia, il racconto della Creazione è diviso in due, da un parte c’è un inno alla creazione dove Dio crea animali, maschi e femmine, e poi l’uomo, anche lui maschio e femmina. dall’altra parte, contiguo a questa prima narrazione, c’è un racconto più antico, dove Dio impasta la polvere e crea l’uomo (Adamo), e poi crea gli animali e invita l’uomo a dare i nomi agli animali. E questo passaggio – continua la professoressa Frugoni – è talmente importante nella riflessione medievale che anche Dante ne parla”.

Ma anche i draghi, rientrano nella ‘classe medievale’ degli animali: le storie dei Santi, fonte fidatissima e quasi ‘bestiario’ medievale, riportano che Santa Margherita venne inghiottita da un drago, ma poiché portava il crocifisso, venne sputata dal drago. Di animali nel medioevo, ricorda la studiosa di medioevo, si parlava anche nelle mappe e carte geografiche: “Venivano miniate con grifoni, basilischi e unicorni. Le mappe geografiche erano talmente famose che venivano copiate anche nelle navate delle chiese, come accade al più grande mosaico pavimentale conservato del mondo, nella cattedrale di Otranto, dove viene riportato un drago, proprio come una cartina ritrovata a Roma dello stesso periodo della realizzazione della chiesa”.

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