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COSI’ SAN NICOLO’ INSEGNA IL DOVERE DELL’ACCOGLIENZA

Lecco, 2 dicembre. “Noi dovremmo vivere e giudicare con compassione, come Cristo. Ma spesso non siamo così. Le povertà nemmeno le vogliamo vedere oppure le combattiamo. Usiamo il povero per le nostre battaglie, per schiacciarlo… Dio ci dia occhi per vedere le nostre povertà”. Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco, ha celebrato per la prima volta la messa in onore del santo patrono Nicolò, nella cornice della basilica. La celebrazione è stata l’occasione, per monsignor Milani, di offrire alla comunità cristiana e alla comunità civile un messaggio chiaro. Partendo dalle letture proposte dalla liturgia di Avvento, il prevosto ha fatto emergere tre figure: Ciro, re pagano, san Giovanni Battista e san Nicolò. Ciro era il sovrano persiano che permise al popolo ebraico, in esilio a Babilonia, di professare la propria fede e di ritornare in patria per riedificare il tempio di Gerusalemme. Egli offre un esempio anche ai cittadini e agli amministratori di oggi: “Compiere bene il proprio dovere – ha detto don Milani -, tutelare il creato, ordinare e migliorare l’angolo della città in cui si vive, sono piccoli gesti che cambiano una città. L’azione degli amministratori pubblici, quando si muove per la promozione della libertà individuale, genera effetti positivi, con ricadute importanti”.

Parole incisive sono state dedicate dal prevosto anche a san Nicolò, il santo dell’intercessione, il santo “della giustizia sociale, difensore dei deboli”. Ha rimarcato monsignor Milani: “Nicolò, vescovo, si mette in mezzo, vede le situazioni di povertà e agisce per rimuovere la sorgente delle ingiustizie. Il cristiano conosce la legge di Dio e vive nel mondo. E con questa ottica ‘sta in mezzo’, sta nella società civile e presta la sua voce ai deboli, cercando attenzione per loro. Niente è escluso dal campo della fede”.

Il criterio della compassione, tratto caratteristico del patrono, deve permeare la vita dei cristiani: “Usiamo questo criterio – ha detto ancora Milani – nelle nostre conversazioni, anche digitali, per far nascere relazioni solidali forti e rendere più forte la nostra città”.

Infine, il prevosto di Lecco ha annunciato un’azione precisa della comunità cristiana cittadina nei confronti della società lecchese: “Scriveremo una lettera alla città in cui offriremo il nostro contributo responsabile per la costruzione della città”.

Come tradizione, alle autorità presenti e ai bambini sono state offerte, al termine della celebrazione eucaristica, le mele di san Nicolò, confezionate dai volontari dell’oratorio San Luigi. A consegnarle è stato proprio… san Nicolò, nei panni del responsabile dell’oratorio, don Filippo Dotti.Dopo la cerimonia, in sala Ticozzi, sono state consegnate le benemerenze all’associazione La Goccia, al maestro Giuseppe Scaioli e a al Gruppo età d’oro (Geo), del Cai.

La parrocchia di san Nicolò ha offerto il pranzo agli ospiti della mensa Caritas e ai senza fissa dimora, segno concreto dell’attuazione del messaggio portato dal santo patrono.

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