Arte e cultura

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“BRAINART” A LECCO: ARTE E TECNOLOGIA DIVENTANO STRUMENTI PER LA CURA DI PATOLOGIE DEMENTIGENE

Lecco, 29 novembre. BRAINART ai nastri di partenza: il progetto BRAINART è un’iniziativa interregionale e coinvolge Italia e Svizzera che vede come capofila il Crams di Lecco e che grazie alla partecipazione di Need Institute di Milano, Ats Brianza, Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino, Museo Nazionale Vincenzo Vela di Ligornetto e Fondazione Pro Senectute intende sviluppare nuove metodologie per favorire l’inclusione sociale di soggetti affetti da patologie dementigene.

Il programma durerà 31 mesi.Giovanna Pianta, Angelo Riva, Paolo Balzardi, Anna De Benedetti, Rossana Becarelli, Gianna Mina, Paola Colotti, Danilo Spada Centrali in BRAINART sono le nuove tecnologie e l’arte, strumenti che possono divenire sempre più protagonisti di una nuova metodologia di riabilitazione, stimolazione e mantenimento delle capacità cognitive, così da favorire la comunicazione tra pazienti, familiari e operatori sanitari e abbattere lo stigma sociale che talvolta affligge e isola le persone affette da demenza. Sarà fondamentale il ruolo dell’ente capofila dell’intero progetto: il Centro Ricerca Arte Musica e Spettacolo di Lecco, che nel corso dei prossimi mesi vedrà Stefano Fumagalli, responsabile dell’area tecnologica, coordinare lo sviluppo di applicativi informatici rivolti alla stimolazione motoria e cognitiva di persone affette da demenze, da utilizzare in un primo momento in ambito clinico e secondariamente anche artistico/museale.

«BRAINART è un progetto visionario e ambizioso – ha spiegato Angelo Riva, presidente del Crams di Lecco – che parte dal manifesto CRYSALIS sottoscritto dal grande artista contemporaneo Michelangelo Pistoletto e dal medico dell’Oms Jean Philippe Assal e che intende l’arte come mezzo per un’umanizzazione della medicina e come motore di trasformazione sociale responsabile. Siamo convinti che si debba avere l’ambizione di scrivere una pagina nuova, di immaginare innovativi modi di intervenire nel settore sanitario, includendo l’arte».

«La riforma sanitaria regionale del 2016 ha come mission – ha precisato la dottoressa Giovanna Pianta, della direzione generale di Ats Brianza – quella di prendersi cura dei propri cittadini. La norma ci ha infatti portato a superare schematismi che precedentemente dividevano la parte sanitaria da quella sociale, andando verso un’ottica di cura della persona a 360 gradi. Conseguenza è stata quella di prendere parte a progetti come questo, perfetti per integrare i due ambiti e trovare soluzioni per sostenere e migliorare la qualità della vita delle persone».

«Si tratta di una sfida – ha aggiunto il neuroscienziato del Need Institute, Massimo Corbo – che accogliamo con determinazione: il mondo dell’arte deve interessare quello della ricerca scientifica, perché siamo convinti che l’arte e la musica siano una strada da intraprendere per recuperare la comunicazione con persone che si sono chiuse in se stesse. È un percorso che è già stato in parte intrapreso, che sta dando risultati e in cui noi ci inseriamo con questo progetto».

Infine, l’intervento di Rossana Becarelli, direttrice sanitaria e presidente della Rete Euromediterranea per l’Umanizzazione della medicina che ha ribadito l’importanza del rapporto tra arte e cura.

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