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SILENZIO PER LA MORTE DI ‘ELSA’, L’OPERAIA DELLA FIOCCHI. SOLO DOPO IL DRAMMA CI SARÀ LO SPAZIO PER LE RIFLESSIONI

Lecco, 26 novembre. Ieri è morta Gelsomina ‘Elsa’ Lanzilli, la dipendente della Fiocchi travolta martedì da un camion in manovra nello slargo di via Santa Barbara a Belledo, mentre andava al lavoro.

Le condizioni sono andate peggiorando nel corso dei giorni successivi fino a ieri quando, dopo aver combattuto con tutte le sue forze, si è arresa. I traumi riportati si sono dimostrati troppo gravi e non c’è stato nulla da fare.
Come ultimo gesto la famiglia, i figli e il marito Salvatore D’Antonio, anche lui dipendente della Fiocchi munizioni hanno deciso di donare gli organi di Elsa. “Nel giorno più doloroso per noi sappiate che Elsa ci ha lasciato in questa vita ma vivrà per sempre con noi. E il suo cuore e i suoi occhi continueranno a battere e vedere”, ha scritto sui social il marito Salvatore D’Antonio. Un grande gesto che va a coronare la vita di Elsa, che per molti in azienda era, più che una collega, un’amica. La donazione è modo per ridare speranza a qualcuno, proprio nel momento in cui la speranza per la vita di Gelsomina Lanzilli è venuta meno.
Il drammatico incidente: martedì 20 novembre la richiesta di aiuto è partita pochi minuti prima delle 14 dallo stabilimento in via Santa Barbara Belledo. Sul posto si sono precipitati in codice rosso i medici del 118 a bordo dell’auto medica supportati dai volontari della Croce Rossa di Lecco sull’ambulanza. Non solo ma sono stati allertati anche i tecnici dell’ispettorato del lavoro dell’ATS, e i Vigili del Fuoco.

Gelsomina stava per iniziare il suo turno in fabbrica quando, attraversando il piazzale antistante alla ditta, un camion in manovra l’ha colpita con il paraurti facendola finire sotto le ruote poco prima di iniziare il suo turno di lavoro.
Tutta la Fiocchi Munizioni si è vestita a lutto per la scomparsa della dipendente Gelsomina Lanzilli. Venerdì scorso è stato indetto uno sciopero per ricordare la 45enne. Elsa lascia il marito Salvatore e due figli di 17 e 15 anni.

“Tutta la ditta piange e ricorda Elsa. Quanto accaduto è un incidente drammatico e non deve ne può essere strumentalizzato” – così ci ha detto Giuseppe Cantatore segretario FIOM – Cgil Lecco.
“Dopo il silenzio – continua Cantatore, che si è occupato in prima persona della sicurezza della ‘filiera’ della Fiocchi Munizioni – verrà il momento delle riflessioni. Ci siamo sempre confrontati con i dirigenti dell’impresa sulla sicurezza, ma evidentemente ci sono altri aspetti che vanno capiti, analizzati ed affrontati”.
Ci sono zone d’ombra, chiediamo, per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro a Lecco? “Purtroppo si – risponde sempre Cantatore – ci sono degli aspetti che abbiamo affrontato anche nel presidio spontaneo organizzato da FIOM – Cgil, FIM – Cisl, UILM – Uilm, venerdì davanti alla fabbrica: la sicurezza non può e non deve limitarsi soltanto nei luoghi di lavoro, ma dev’esserci anche fuori da essi. Le auto dei lavoratori parcheggiate alla rinfusa e lo scarso agio per la manovra dei tir porta a tragedie come quella di martedì. Sono ragionamenti, quelli sulla sicurezza esterna alle imprese che affronteremo dopo il ‘dolore’: al tavolo ci siederemo con le imprese del territorio, ma anche con le istituzioni in particolare con il Comune per approfondire il tema della viabilità, dei parcheggi e dei luoghi di manovra regolamentati in modo appropriato. Dobbiamo calcolare anche questo tipo di rischi che prima non avevamo preso in considerazione lasciandoli, appunto, nell’ombra. Un’ombra che è stata illuminata dalla tragedia di Gelsomina Lanzilli, ma che non va strumentalizzata. Questo momento drammatico per la comunità e per la sua famiglia deve anche diventare uno strumento per prevenire in tutti i luoghi di lavoro che capitino fatti simili”.
Infortuni e incidenti mortali in tutta Italia. La provincia di Lecco non è certo esclusa. Lecco infatti segue la tendenza in crescita di infortuni e di morti sul lavoro che si è registrata ultimamente lungo tutto lo Stivale, anche se i dati sono in leggera discesa rispetto a quelli del 2016. Sono stati 3.600 gli infortuni aperti nel 2017, -3,4% in confronto all’anno precedente. 92, invece, le malattie professionali aperte (-2% confrontato al 2016).

dati infortuni e incidenti sul lavoro

Gli incidenti mortali nella provincia, nel 2017, sono stati però cinque, quelli riconosciuti, di cui due in itinere (e di questi uno in circostanze stradali). E sempre due sono stati gli infortuni mortali denunciati nel solo marzo 2018 nel lecchese, entrambi accaduti mentre la vittima stava raggiungendo il luogo in cui lavora.

L’attenzione dei sindacati è massima.

 

Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui c’è una diminuzione degli incidenti mortali, ma non degli infortuni. Dobbiamo perciò tenere alta la guardia e aumentare l’impegno a riguardo.

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