Arte e cultura

LEGGERMENTE OFF, PAROLA AD ANGELO SCOLA: “HO SCOMMESSO SULLA LIBERTÀ”

Lecco, 26 novembre. “In gioco” sarà il tema della 10^ edizione di Leggermente. Per presentare e ‘lanciare’ la rassegna, lunedì 19 novembre, è stato organizzato un incontro con il filosofo, psicanalista e scrittore milanese, Massimo Recalcati.

Giovedì 29 novembre, all’auditorium della casa dell’economia, sarà sarà la volta del cardinale Angelo Scola, Arcivescovo emerito di Milano, che presenterà “Ho scommesso sulla libertà”, la sua autobiografia da poco uscita nelle librerie e scritta a quattro mani con il giornalista Luigi Geninazzi, ospite della serata.

NUOVO INVITO def angelo scola

Non mancheranno ricordi personali e collettivi, dal travaglio della lunga malattia e dall’esperienza della psicoanalisi al passaggio tra il papato di Ratzinger, a cui fin dall’avventura di ‘Communio’ lo lega una intensa amicizia intellettuale, e quello di Bergoglio, definito “un salutare colpo allo stomaco per le Chiese d’Europa”.
“Non posso dimenticare le ascese giovanili in Grigna passando dalla cresta Segantini…. Credo che la via della Chiesa di oggi sia una via stretta: la chiamerei la via del crinale”. Da qui parte la narrazione che tra aneddoti, storie vissute e riflessioni mette al centro una domanda cruciale: a che punto è la Chiesa di oggi?

Tra chi riduce il cristianesimo a semplice religione civile e chi propone un puro ritorno al Vangelo, il cardinale indica una ‘terza via’ che è quella delle implicazioni dei misteri della fede. Il dialogo verterà sulla ‘messa in gioco’, in modo attivo, della fede in tutte le sue forme.

leggermente 2Chiuderà la rassegna il 3 dicembre, Marco Minniti che parlerà di “Terrorismo e immigrazione:contro la fabbrica della paura”. Questo libro prova a tracciare una linea di demarcazione tra la sinistra e il nazionalpopulismo: la sinistra ascolta, mentre i populisti fanno finta di ascoltare, quando invece il loro unico obiettivo è di tenere incatenata la gente alle proprie paure. Sul versante interno, l’emergenza sicurezza nelle grandi città, la lotta alla criminalità organizzata, il caso emblematico di Ostia e di altri comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Non è possibile garantire la sicurezza rinunciando alla libertà: barattare la seconda in cambio della prima significa innalzare pericolose barriere, dimenticando che la connessione del mondo è ormai irrefrenabile. L’idea del confine come separazione dagli altri crea società chiuse. Sull’onda dei nazionalpopulismi, l’unità europea, che ci ha garantito settant’anni di pace, è a rischio di estinzione. E questo potrebbe essere l’inizio di molti drammatici danni. Un salto nel buio che non ci possiamo permettere.

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