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STATI GENERALE WELFARE A LECCO: SALUTE MENTALE

Lecco, 21 novembre. “Costruire una comunità, esperienze, progetti e scelte di coesione sociale”, con questo sottotitolo si è svolto oggi, nelle aule della sede lecchese del Politecnico di Milano. Istituzioni, cooperative ed enti territoriali sono intervenuti per esporre e presentare la comunità ‘dell’oggi’ e per pensare la comunità del ‘domani’.

Tra i ‘report’ più interessanti c’è stato quello del direttore del dipartimento ‘salute mentale’ dell’ASST Lecco, Antonio Lora, intervistato dal direttore di Teleunica Katia Sala.

“Qual è il ruolo della salute mentale nel welfare comunitario?” – chieda la giornalista di Teleumica.
“La salute mentale – risponde Lora – è un tema di estrema importanza per la salute in generale, per il welfare e per la sicurezza sociale. Le possibilità di avere un’intersezione tra la salute e la comunità è un nodo cruciale: è per questo che l’integrazione, l’inclusione lavorativa, è un aspetto fondamentale sul quale insiste molto il nostro dipartimento”.

Qualche numero e dato per inquadrare il tema e il suo radicamento come fenomeno nel nostro territorio lecchese: ci sono circa 5.000 persone in carico all’ASST Lecco per la salute mentale. Di queste persone, nel 60% dei casi si ha a che fare con disturbi mentali gravi, ovvero che necessitano di cure continuative e di più figure, non solo mediche ma anche psico-educative e sociali che affianchino l’individuo nel suo percorso.
L’altro 40% sono persone con ansia, disagi di vario genere e disturbi definiti ‘dell’adattamento’: queste persone stanno abbattendo la barriera dello ‘stigma’ e dell’isolamento sociale che impediva alle persone di porsi come pazienti e quindi di affrontare il tema della salute mentale, tanto in famiglia quanto in società.

“Qual è la situazione giovani – in incalza Katia Sala”?
“I giovani hanno, per circa il 50%, problemi che orbitano nell’universo della salute mentale: questi disturbi colpiscono soprattutto gli adolescenti. Tra i fattori principali ci sono i cambiamenti sociali e famigliari ma anche dell’abuso di sostanze stupefacenti. Le droghe infatti – continua il direttore Lora – sono tanto ‘sintomo’ quando ‘causa’ dell’aggravamento dei disagi mentali nei giovani. Bisogna intervenire intensamente non solo su coloro che manifestano già un disturbo psichiatrico ‘sanitario’ ma anche sui ragazzi che dimostrano forme soltanto sintomatiche di disagio: per questo con il comune l’ASST ha creato il centro ‘quindiciventiquattro’. Questo è uno spazio clinico, allestito presso il centro informagiovani, indirizzato ai giovani dai 15 ai 24 anni, si occupa di accogliere, valutare ed eventualmente trattare situazioni di disagio psicologico o di rischio di sviluppo di psicopatologie.

L’obiettivo è quello di ritenere che l’aspetto clinico non vada separato da quello sociale ‘lacerando’ e separando il paziente e la persona. I problemi mentali patologici sono correlati ai problemi sociali e questo centro ambisce a proporre un nuovo modo di approccio alla cura e all’ascolto dei ragazzi, poiché è qui che i giovani si recano per partecipare alle attività socio-culturali che il centro offre già.

“Le risorse della psichiatria oggi – continua Antonio Lora di ASST Lecco, dipartimento salute mentale’ – sono indirizzate a chi ha già bisogno e non sulla prevenzione.
Dobbiamo puntare sull’innovazione: mancano psichiatri e specialisti, perciò dobbiamo concentrarci sulla sensibilizzazione sociale, dobbiamo valorizzare i trattamenti psicosociali senza mai far venire meno il collegamento con il territorio”.

Questo il quadro della situazione e il percorso da seguire per costruire una comunità dalla sempre maggiore coesione sociale.

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