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ANALISI DEI DATI E DEL RISCHIO ESONDAZIONE DEL LARIO

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figura 1

Lecco, 5 novembre. Il livello del Lario è, da quando le piogge ‘monsoniche’ hanno colpito Lecco e provincia ma più in generale la Lombardia intera, aumentato a vista d’occhio. Noi di LECCOfm abbiamo analizzato i dati del sito www.laghi.net cercando di fornire ai nostri lettori una spiegazione dell’andamento.
L’altezza idrometrica del lago, ovvero il livello dell’acqua, nel periodo che abbiamo selezionato dal 22 ottobre 2018 a oggi, 5 novembre 2018 è notevolmente sopra la media. L’impennata è evidente tra domenica 28 e martedì 30 ottobre, a causa delle piogge che hanno travolto la nostra zona. Sintomatico è il livello oltre la norma di torrenti principali a Lecco e provincia: non solo il Caldone è esondato in centro città come abbiamo documentato in diretta noi di LECCOfm, ma anche il Generenzone, così come il Bione si sono attestati su livelli-soglia molti vicini a quelli di rischio esondazione. Situazione simile per il Pioverna a Bellano che ha contribuito a rendere ancor più ‘sublime’ lo spettacolo delle gole dell’orrido e della ca’ del diavolo.

I consistenti volumi portati a valle dai torrenti e dall’Adda stesso hanno portato il livello del Lago di Como ad innalzarsi notevolmente: nel grafico presentato, se la linea rossa corrisponde ai livelli massimi mentre, quella gialla indica la quota idrica minima toccata nel periodo selezionato. Il tracciato verde invece identifica la ‘portata media’ che ha come periodo di inizio dell’osservazione l’uno gennaio 1946 e continua fino ad oggi. Il rilevamento, nelle specifico, viene fatto nei pressi della riva di Malgrate. Come si può osservare dalla seconda tabella che riportiamo, la linea blu traccia l’andamento del livello idrometrico delle acque del ramo lecchese del lago di Como.
La scala verticale del grafico riportato nella figura 2 permette di leggere la quota in centimetri sullo zero idrometrico (posto a quota 197.37 m s.l.m.): la tabella riporta i dati acquisiti negli ultimi 10 giorni. La linea rossa segnala il livello di esondazione del Lario in piazza Cavour a Como: coincide in sostanza con la soglia di attenzione.

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figura 2

Seguendo questi parametri è possibile leggere efficacemente la terza griglia che riportiamo, sempre analizzando i giorni che vanno dal 22 ottobre ad oggi e che ci permettono di fare un confronto diretto con i livelli del lago nello stesso periodo del 2017.
dal 27 ottobre al 1 novembre abbiamo che l’altezza idrometrica passa da un livello negativo di 23.6 cm, quindi inferiore allo zero idrometrico, a un + 94.3 cm. La forza ‘evocativa’ di questo valore e la conseguente impennata dell’innalzamento del lago è corroborata dall’esponenziale numero di metri cubi d’acqua che il lago ha ricevuto in entrata (tra piogge, torrenti e il fiume Adda) e il numero di 1/5 della portata che ha invece visto uscire dal suo bacino.

 

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figura 3

A questo proposito è fondamentale il ruolo giocato dalla diga, posta poco a monte del ponte Olginate-Caloziocorte, tra il lago di Garlate e quello di Olginate.
La diga, costruita mediante fondazioni ad aria compressa, è lunga circa 150 m ed è divisa in 8 luci (campate con sbarramento regolabile in modo meccanico) di 14 m ciascuna, con soglia allo zero-idro 195 m s.l.m. Le luci sono chiuse da paratoie piane a rulli alte 4m, le quali possono essere manovrate sia elettricamente che manualmente.
Sul lato sinistro della diga è collocata una conca per la navigazione di dimensioni 28 m per 5,20 m, che oggi viene anche utilizzata come vasca per agevolare la risalita dei pesci in direzione del lago di Como. Tale sistemazione è consistita nell’abbassamento e locale allargamento dell’alveo, al fine di aumentare la potenzialità di scarico dell’emissario.

idrometro 4La soglia critica, di allarme per quanto riguarda l’altezza del lago è posta a quota 140 cm. Arrivato a questo livello, cominciano ad avere luogo diffusi fenomeni di esondazione nelle aree prospicienti le sponde. Nonostante le copiose piogge, il lago non è arrivato a toccare i livelli di pericolo-esondazione, tanto nel ramo comasco, quanto in quello lecchese.

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