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IMBRATTATA LA TARGA ALLA SEDE A.N.P.I.

Lecco, 31 ottobre. “I cretini sono sempre in giro, qui a Lecco ma non solo, e basta pensare a Predappio”. Queste le parole di parole Enrico Avagnina, il presidente dell’ANPI Lecco che proprio grazie a una nostra segnalazione è venuto a conoscenza dell’ennesimo atto di sfregio ai danni della sede dell’Associazione Nazionale Partigiani di via Mentana, probabilmente compiuto questa notte. La targa dorata affissa all’ingresso è stata infatti imbrattata con una bomboletta spray di colore nero, con uno “scarabocchio” – che parrebbe una svastica mal riuscita – che ne ha coperto quasi interamente le scritte: il gesto ha tutta l’apparenza di un grave oltraggio, di un’offesa alla memoria e di una negazione dei valori della nostra Costituzione, oltre che di un insulto ai partigiani e alla loro lotta per la pace e la libertà. Un’altra svastica nera – questa volta chiaramente riconoscibile – è poi “comparsa” sul muro dello stesso edificio a pochi passi di distanza dall’ingresso.

“Purtroppo non è la prima volta che succede – ha commentato Avagnina – ma noi non smetteremo di stare all’erta e di denunciare con fermezza questi gravi episodi, che non mi sembrano altro che delle grandissime perdite di tempo. La nostra è certamente una forte condanna, che però non resterà soltanto tale, ma si tramuterà ancora una volta in una risposta “culturale”, di civiltà, che come sempre dovrà partire innanzitutto dalle scuole”. Soltanto dieci giorni fa, in occasione della cerimonia in ricordo della battaglia d’Erna – il primo atto della Resistenza lombarda al nazifascismo – il presidente dell’ANPI aveva sottolineato come la nostra Italia abbia ancora “un grande debito con i partigiani”, esprimendo altresì una forte apprensione “per le manifestazioni neo-fasciste che stanno prendendo piede e che sempre denunciamo”. “Siamo preoccupati anche per questa continua insofferenza verso gli stranieri, che ci fa scivolare in posizioni razziste. Dobbiamo essere un’alternativa a questa maggioranza” aveva concluso Avagnina ai Piani d’Erna.
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Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network, ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più difficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose?
I santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia: vanno allora scoperti e riscoperti gli !”uomini normali”, con gli stessi nostri difetti, che però sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente, inaspettato e in tempi bui o difficili.

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