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I COMUNI DELLA CICLOVIA CARDIPROTETTA

Lecco, 11 ottobre. Ogni anno, in Italia, circa 60.000 cittadini muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco, a insorgenza spesso talmente improvvisa da non essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore. La sopravvivenza per questo evento è inferiore al 10%.; la carenza di ossigeno al cervello produce infatti lesioni che possono diventare irreversibili già dopo 4-6 minuti di assenza di circolazione.
Un soccorso tempestivo e corretto, in caso di arresto cardiaco improvviso, contribuisce a salvare fino al 30% delle persone colpite. Si definisce rianimazione cardio-polmonare (RCP) l’insieme delle manovre atte a mantenere le funzioni vitali supportando artificialmente la circolazione e, se possibile, la ventilazione.
A questo primo e fondamentale trattamento può aggiungersi l’utilizzo di un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE), che consente anche a personale non sanitario di erogare una scarica elettrica stabilita automaticamente dal DAE. In assenza di RCP l’efficacia del defibrillatore diminuisce del 7-10% per ogni minuto di ritardo, mentre con la RCP le probabilità di sopravvivenza decrescono solo del 3-5% dopo ogni minuto dall’arresto cardiaco.

Come la battaglia vinta con successo da AREU per avere il DAE nelle scuole, nelle palestre o nelle imprese, la sua introduzione sulle ciclovie è un altro tassello di questo successo.

“Il defibrillatore è soltanto uno strumento: la cultura che si desidera promuovere è quella dell’educazione e delle preparazione di più cittadini possibile – ha detto Guido Villa della direzione sanitaria di AREU.
L’idea è quella di avere persone preparate ed educate sulle manovre ma anche sull’uso dei defibrillatori laddove sono disponibili. L’attenzione si deve focalizzare nelle aree dove si praticano gli sport”.

Qualche numero: ci sono 9218 defibrillatori in tutta la Lombardia connessi ad un software in modo tale che gli operatori AREU possano geolocalizzare i defibrillatori più vicini a chi chiama il 112 per un’emergenza. “Le postazioni in provincia di Lecco vanno da Colico alla

Brianza e sono 250 circa – ha detto il dottor Maurizio Volontè, responsabile dell’AAT Lecco – di cui 54 sono posizionate nelle ditte. 80 sono a disposizione di associazioni sportive. 115 sono invece dislocati in varie postazioni: fuori da farmacie, chiese, oratori. Inoltre i comuni del litorale si sono dotata di DAE nelle spiagge durante il periodo estivo. 800 sono invece i corsi, svolti dalla associazioni di soccorso, che hanno formato in questi ultimi anni 9480 cittadini in provincia, competenti nell’applicazione dell’RCP e nell’uso dei DAE”.
È necessario che le tecniche di base di rianimazione diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa, e che sia tempestivamente disponibile un DAE. Per apprendere le manovre di base di rianimazione cardiopolmonare bastano poche ore di formazione. Con il Progetto Cuore AREU intende fornire al comune cittadino la possibilità di partecipare a Corsi di BLSD (basic life support and defibrillation), integrate anche con indicazioni sul trattamento dell’arresto cardiaco in età pediatrica e dell’ostruzione delle vie aeree da corpo estranei.DAE 2

È in questa direzione che si colloca l’evento promosso da AREU “I Comuni della Ciclovia cardioprotetta”, che avrà luogo il 13 ottobre 2018 sulla pista che circonda il lago di Garlate.
L’evento di sarà dedicato alla conoscenza delle tecniche di primo soccorso e all’utilizzo del DAE e prevede l’allestimento di sei postazioni di addestramento. La formazione sarà delle 9 alle 12: un’ora sarà dedicata agli aspetti teorici mentre 4 ore vedranno coinvolti i 76 partecipanti nella pratica sugli appositi manichini.

“Alcuni DAE sono già presenti intorno al lago di Garlate – ha sottolineato Cristiano Pelà presidente dei volontari della protezione civile di Vercurago. L’aspetto importante di questo progetto è quindi la collaborazione tra AREU e i comuni: Lecco, Calolzio, Pescate e Vercurago. Esistono già alcuni DAE ma l’obiettivo è quello di installarne sempre più, di segnalare in ogni punto del percorso a quanta distanza si trova il più vicino, e creare una base di cittadinanza in grado di eseguire le manovre che costituiscono il primo ‘anello’ della catena dei soccorsi”.

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