Arte e cultura

l'ultima luna d'estate

PRESENTATO IL FESTIVAL “L’ULTIMA LUNA D’ESTATE”

Lecco, 23 luglio. Risale a pochi giorni fa la presentazione de “L’ultima luna d’estate – Festival del teatro popolare di ricerca nel Parco del Curone e colline della Brianza”. Il festival è uno dei più popolari dell’area brianzola e giunge quest’anno alla sua XXI edizione, ideata e organizzata da Teatro Invito e promossa da Consorzio Brianteo Villa Greppi. L’evento trova, inoltre, il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, di Regione Lombardia e di Fondazione Cariplo, dei Comuni di Bulciago, Carnate, Casatenovo, Lesmo, Lomagna, Missaglia, Montevecchia, Osnago, Sirone, Sirtori, Usmate Velate, di Unione dei comuni Lombarda della Valletta, Viganò, Parco di Montevecchia e del Curone e la collaborazione della Provincie di Lecco e MonzaBrianza.

In questa ventunesima edizione, si parla di vita di provincia, di borghi, con una storia e con una comunità in equilibrio tra cultura e natura. La direzione artistica di Luca Radaelli ha portato il festival nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nella provincia di Lecco e di Monza e Brianza. Saranno, infatti, oltre dieci giorni – da giovedì 30 agosto a domenica 9 settembre – per concludere l’estate con spettacoli teatrali, incontri, degustazioni di prodotti tipici, teatro per i più piccini, musica, laboratori, aperitivi e passeggiate teatral-musicali.

Ad aprire la kermesse, giovedì 30 agosto, alle ore 21, a Usmate, nel Parco di Villa Borgia, sarà Chille de la Balanza, storica compagnia underground, fondata nel 1973 da Claudio Ascoli, illustre esempio di un teatro di tradizione che si sposa con l’innovazione, con lo spettacolo Lettera a una professoressa, liberamente ispirato all’opera di don Milani.

Per la chiusura, domenica 9 settembre, alle ore 21, a Casatenovo, debutta in forma di anteprima Bartleby di Teatro Invito e Teatro della Cooperativa, dal celebre racconto di Herman Melville. Una narrazione sul filo dell’ironia, che ci prende per mano e ci conduce su un sentiero sempre più stretto, alla fine del quale ci ritroveremo sull’orlo di un abisso. Lo scrivano Bartleby è l’umanità intera.

Un festival di storie piccole, di personaggi minuti che popolano microcosmi, ma – spiega il direttore Luca Radaelli – non si può prescindere da loro e dalla provincia se si vuole scoprire dove sta andando un paese. Ed è a questi microcosmi, a questi mondi riassunti nelle dimensioni di un palcoscenico che bisogna guardare se si vuole capire l’animo umano.

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