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COME UN FUNGO É SPUNTATO L’AZZONE VISCONTI

Lecco, 5 luglio. Eccomi qui, sono Azzone Visconti. Vi siete accorti di me, vero? Mi hanno piantato qui, davanti a quello che chiamate “vallo alle mura”. Ovviamente è grazie a me che avete queste vestigia. Perché io, signore di Milano, vi ho fatto rinascere. È stato grazie a me che, nel lontano Trecento, questo straccetto di terra, è stato cinto da possenti mura di pietra. E non è poco, perché quello che delle fortificazioni non avete abbattuto, lo mostrate a tutti i turisti. Le mie opere difensive sono una delle vostre attrazioni. Per non parlare del ponte, che porta giustamente il mio illustrissimo nome.

Allora, sono bello sì oppure no? Certo, che sono bello e signorile. Sono, invero, spuntato come un fungo dopo un temporale estivo in una aiuola. Una sorpresa per molti, probabilmente. State sicuri che altri personaggi si materializzeranno qua e là. Qualcuno già è comparso: dei bravi (occhio a non farli arrabbiare) con il povero don Abbondio, i lanzichenecchi. Posso però farvi una confidenza? Non mi hanno ben spiegato per quale progetto strategico mi abbiano evocato, però mi fa piacere potervi allietare e istruire con la mia presenza. Non so perché sono qui… Se qualcuno me lo saprà spiegare, lo ringrazierò. Potrei anche dargli una medaglia.

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